Archivi tag: ricerca

TRE RICERCATRICI PER mEryLo

Rivoluzionare la chemioterapia facendo diminuire le infusioni previste per ogni ciclo chemioterapico grazie ad un dispositivo che permette di “nascondere” una parte del farmaco all’interno delle cellule del paziente, in modo semplice, veloce e sicuro. E’ il sogno, oggi prototipo, di tre ricercatrici del Politecnico di Milano, un dispositivo che ha già dimostrato di funzionare su sangue di donatori umani.

Si chiama mEryLo, se utilizzato, il corpo del paziente subirà meno effetti collaterali dovuti a sovradosaggi oggi invece inevitabili, mentre i globuli rossi potranno veicolare il farmaco nel corpo, con un rilascio prolungato nel tempo.

Dopo la vittoria di Switch 2 Product e il secondo posto in StartCup Lombardia, oggi il dispositivo sta partecipando a Premio Nazionale per l’Innovazione di fine mese (novembre 2017), ma l’idea è nata 10 anni fa quando Giustina Casagrande lavorava sui test per dispositivi medici al laboratorio LaBS.

Una volta emerse le particolari proprietà meccaniche dei globuli rossi, Casagrande assieme a Elena Bianchi ha reato la prima idea di quel dispositivo medico portatile che oggi è mEryLo,, piccolo e semplice da usare. Con l’arrivo della terza ricercatrice del team, Monica Piergiovanni, ha preso forma il primo prototipo, funzionante anche su sangue da donatori umani.

Ci sono altre aziende che stanno sviluppando dispositivi medici, ora in fase di studio clinico, sempre utilizzando i globuli rossi come vettori di farmaci, ma la metodologia del team di mEryLo, è “del tutto innovativa, capace di trattare le cellule in maniera “gentile”, restituendole al corpo nella loro configurazione fisiologica – spiegano le tre ricercatrici – Questo garantisce un rilascio prolungato nel tempo, dovuto al naturale ricambio dei nostri globuli rossi”.

Prima per le leucemie, poi per altri tipi di tumori solidi, sarà possibile utilizzarlo direttamente in linea con il paziente, evitando le lunghe tempistiche di processo in laboratorio, a volte causa di contaminazioni del campione di sangue.

Mentre cerca di ampliare il network di advisor e collaboratori, “per integrare competenze in ambito business, nonchè medico-oncologiche e biologiche”, il team sta sviluppano contatti con alcuni Business Angels per ottenere finanziamenti necessari a passare da un prototipo di laboratorio a un prototipo industrializzabile.

Entro il prossimo anno “passeremo alle fasi di scaling up del dispositivo con una adeguata progettazione e realizzazione sia della cartuccia monouso che del sistema di controllo esterno – spiegano – e saremo poi pronte per le fasi di test preclinici e certificazioni del dispositivo medico”.

di Marta Abbà

Annunci

DALLA PICCOLA GRANDE RICERCA: MINIRES

MiniresSono materiali di origine biologico, trovano applicazione in svariati ambiti tra cui la cosmesi e il settore biomedico, si chiamano bioelastomeri e c’è un trio composto da due docenti e un ricercatore del Politecnico di Milano che sono riusciti a minimizzare come mai prima la complessità delle molecole utilizzate per produrli.

Questo può cambiare molti scenari, anche a livello pratico, anche se l’innovazione ha inizio come ricerca di base. Pierangelo Metrangolo ne è convinto e con Francesca Baldelli Bombelli e Andrea Pizzi ha partecipato alla competition Switch2Product con Minires. Continua a leggere

ECLIPSE, LUCI E OMBRE A PIACERE

ECLIPSEMagia che vedi, magia che fai, è così che è nato Eclipse, un occhiale in grado di regolare le lenti rendendole più chiare o più scure a seconda di ciò che decide chi lo indossa. Basta premere un tastino posto sulla montatura per azionare l’innovativo meccanismo e facendolo scorrere proprio come fosse lo schermo di uno smartphone, per regolare l’intensità.

E’ semplice, Eclipse, e l’ha ideato Gabriele Viganò proponendolo alla competition Switch2Product del Politecnico di Milano e del PoliHub a sostegno di progetti e startup legate alla ricerca effettuata nell’ateneo. L’idea “mi è venuta assistendo ad uno spettacolo di magia – spiega lo stesso Viganò – vedendo sul palco comparivano e scomparivano oggetti con un sistema a filtri polarizzati, ho pensato di poter ridurre il sistema ad una dimensione indossabile”.
Continua a leggere