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DARE VOCE, CONSERVARE RELAZIONI

my voiceCapsule del tempo, ma all’interno non c’è nulla, nulla di tangibile, per lo meno, perché sono pillole sonore che contengono messaggi vocali. Li collezione e li conserva l’app My Voice proposta dal Centro Clinico NeMO, centro multidisciplinare ad alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari, in attesa di tempi peggiori. Sì, peggiori, perché questa applicazione innovativa, sviluppata in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria McCANN, è rivolta soprattutto alle persone con patologie neuromuscolari, che per il progredire della malattia perderanno la capacità di parlare autonomamente.

Disponibile sulle piattaforme App Store, Google play o Microsoft Store, per iOS a 2,29 euro e per Android e Microsoft a 2,49 euro, My Voice consente di registrare espressioni familiari e ricorrenti che fanno parte delle relazioni quotidiane del paziente e categorizzarle per rendere i sistemi di comunicazione artificiale, sino a oggi dotati di una voce metallica, più rappresentativi dell’identità della persona. Continua a leggere

INNOVAZIONE ‘SALVA VITA’

Schermata del 2016-06-08 13:59:38

Un supporto sia in fase di diagnosi, sia di progettazione dell’intervento, un aiuto per il medico, soprattutto se radiologo e chirurgo vascolare, nel momento in cui deve comunicare in modo efficace con i propri pazienti, perché lo può fare con ricostruzioni 3D e simulazioni. aXurge, in pratica, è qualcuno su cui può contare chi ogni giorno è in corsia a lottare contro l’AAA, l’aneurisma dell’aorta addominale, malattia degenerativa dell’ultimo segmento dell’aorta addominale. Per questa start up nata in seno a Moxoff, in partnership con il Politecnico di Losanna, il “poter contare” non è un modo di dire perché si tratta di un progetto deliziosamente matematico che si propone di dare una mano alla medicina “dando i numeri”. Continua a leggere

L’APP IN SALUTE

Schermata del 2016-02-22 16:01:26

Mille e più indicazioni su dove andare a cena, al cinema e in vacanza, “pure troppe”, mentre quelle sul dove curarsi, soprattutto da “certe malattie”, sono da cercare con il lanternino. Ancora oggi, nell’era dell’iperconnessione, bisogna orientarsi in “una offerta informativa labirintica, disorganizzata e spesso priva di qualità che fa patire alle persone malate e ai loro familiari una paradossale situazione di isolamento e disinformazione”. Non deve essere così, hanno pensato, i fondatori di ThatMorning e hanno deciso con la loro start up di regalare ai loro fruitori “un mattino diverso”. Quello in cui le cose cambiano. Continua a leggere