Archivi categoria: #sociale

CURARSI (NON) E’ UN GIOCO

Più ci si cura, con costanza e regolarità, più aumenta il potere del proprio avatar. Non è fantascienza e nemmeno un modo di dire, è ciò che accade a chi, affetto da deficit di ormone della crescita, potrà utilizzare “The Grow Gaming Gang”.

next capodarco

Si tratta di una piattaforma che applica la gamification all’ambito medico sanitario, l’idea è quella di utilizzare la dimensione ludica per incentivare una corretta assunzione del farmaco e allo stesso tempo creare un ecosistema dove recuperare informazioni utili, condividere esperienze e costruire un dialogo tra i diversi attori, personale sanitario, famiglie e pazienti. Continua a leggere

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CON PEDIUS, SORDO NON SIGNIFICA SOLO

PEDIUSSottotitolando le telefonate in modo semplice ed efficace, Pedius consente alle persone sorde di telefonare in completa autonomia, ha aiutato Monica, che ha avuto un malore mentre era incinta e ha così potuto chiamare il medico, è ogni giorno utile ad Emanuele che riesce meglio a dialogare con i suoi colleghi di lavoro.

Forte del secondo posto conquistato nella seconda edizione di Merck for Health, hackathon dedicato all’healthcare e all’innovazione tecnologica, promosso da Merck, in collaborazione con HealthwareLabs e Digital Magics HealthTech, questa startup ha da poco lanciato una nuova applicazione ALO, sottotitoli ottimizzati per un pubblico più anziano e meno avvezzo alla tecnologia. Continua a leggere

NO WASTE, THINKABOUT

Think aboutLunga e dura la lotta allo spreco alimentare ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Andrea Briganti e Sebastien Lanau, co founder di Think About, sono partiti con “NO Waste”, per non sprecare nemmeno spazio è stato battezzato NO.W. E’ un progetto che contrasta lo spreco, permettendo ai produttori di alimenti di non trovarsi a smaltire l’invenduto ancora consumabile, con ulteriore sperpero di risorse. Come?

Li mette in contatto diretto con i cittadini che potranno acquistare prodotti in eccedenza, altrimenti destinati allo smaltimento, a prezzi convenienti.

Questo “sito di e-commerce” di cibo invenduto ma commestibile e non scaduto, si rivolge a ai gruppi di acquisto sempre più numerosi nelle aziende, soprattutto in quelle con oltre 100 dipendenti che con NO.W, trovano tutto pronto per dirsi green e attenti all’ambiente. La piattaforma, infatti, offre alle imprese che entrano nel sistema anti spreco, la possibilità di far acquistare ai propri dipendenti degli alimenti con notevoli sconti, facendoli consegnare sul luogo di lavoro. Continua a leggere

SCUOLE CHE CAMBIANO LA SCUOLA

scuole ashokaRompere gli schemi, della didattica tradizionale, e trascinarsi dietro in questo modo dirompente di insegnare ed educare, anche le altre realtà meno coraggiose sparse dal Sud al Nord del Paese. Questo è la mission per cui sono state selezionate 5 scuole italiane, di cui una lombarda – l’istituto comprensivo San Giorgio di Mantova – nell’ambito del programma internazionale Changemaker Schools, attivato da Ashoka in oltre 30 paese, e che include oltre 200 scuole.

A coordinare il duro lavoro di selezione, e presentarlo a Milano a metà settembre, è stato Lorenzo Newman, consulente nel mondo dell’istruzione con alle spalle un anno di insegnamento in una scuola media del Bronx, a New York, e il nome sulla copertina del libro sullo stesso tema “Paura e Rischio” (Castelvecchi Editore). Continua a leggere

SENSORI INDOSSABILI, IN CLOUD

switch2product.JPGAffidabile e flessibile, HM-IoT Gateway è un dispositivo di rete che raccoglie e invia al cloud dati provenienti da sensori health related wearable, ovvero i sensori indossabili per il monitoraggio di parametri legati alla salute. Ancora in fase di ricerca e sviluppo, come spiega uno degli ideatori, Davide Scazzoli, è stata presentata e selezionata quest’anno nella competition Switch2product del PoliHub e del Politecnico di Milano.

“Era la prima esposizione al mondo dei venture capitalists, le domande e le osservazioni fatte dalla giuria ci hanno permesso di identificare aspetti deboli del nostro progetto ed eliminarli – spiega il team – Per chi viene dal mondo dell’ingegneria ci sono molti aspetti dell’imprenditoria che non sono chiari, partecipando abbiamo potuto colmare molte lacune e aumentare la nostra confidenza nel settore”. Continua a leggere

CHIAMA MARTINO, ARRIVA UN VICINO

chiama martino 1Martino, è il miglior vicino di casa che esista in Zona 5, lo sarà su tutto il territorio di Milano, infatti quando qualcuno ha bisogno di una commissione, di un lavoretto, di un piacere, cosa fa? “Chiama Martino. Non è una persona in carne e ossa, è un servizio dedicato a chi ha necessita di un aiuto concreto, nel quotidiano, e che spesso non sa come ottenere. Che si tratti di ritirare un vestito in tintoria, o di fare la spesa, di portare il cane a passeggio o di sistemare una porta cigolante, Chiama Martino.

L’ideatore, Federico Sobrero, ha deciso di creare questo servizio vedendo come nella vita di tutti i giorni, nonostante la tecnologia e i social network, mancasse ancora un senso di “vicinanza” tra vicini e un modo semplice per chiedere un piacere senza per forza girare tra i ballatoi bussando alle porte di quelli più gentili e disponibili.
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DARE VOCE, CONSERVARE RELAZIONI

my voiceCapsule del tempo, ma all’interno non c’è nulla, nulla di tangibile, per lo meno, perché sono pillole sonore che contengono messaggi vocali. Li collezione e li conserva l’app My Voice proposta dal Centro Clinico NeMO, centro multidisciplinare ad alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari, in attesa di tempi peggiori. Sì, peggiori, perché questa applicazione innovativa, sviluppata in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria McCANN, è rivolta soprattutto alle persone con patologie neuromuscolari, che per il progredire della malattia perderanno la capacità di parlare autonomamente.

Disponibile sulle piattaforme App Store, Google play o Microsoft Store, per iOS a 2,29 euro e per Android e Microsoft a 2,49 euro, My Voice consente di registrare espressioni familiari e ricorrenti che fanno parte delle relazioni quotidiane del paziente e categorizzarle per rendere i sistemi di comunicazione artificiale, sino a oggi dotati di una voce metallica, più rappresentativi dell’identità della persona. Continua a leggere