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SCUOLE CHE CAMBIANO LA SCUOLA

scuole ashokaRompere gli schemi, della didattica tradizionale, e trascinarsi dietro in questo modo dirompente di insegnare ed educare, anche le altre realtà meno coraggiose sparse dal Sud al Nord del Paese. Questo è la mission per cui sono state selezionate 5 scuole italiane, di cui una lombarda – l’istituto comprensivo San Giorgio di Mantova – nell’ambito del programma internazionale Changemaker Schools, attivato da Ashoka in oltre 30 paese, e che include oltre 200 scuole.

A coordinare il duro lavoro di selezione, e presentarlo a Milano a metà settembre, è stato Lorenzo Newman, consulente nel mondo dell’istruzione con alle spalle un anno di insegnamento in una scuola media del Bronx, a New York, e il nome sulla copertina del libro sullo stesso tema “Paura e Rischio” (Castelvecchi Editore). Continua a leggere

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SENSORI INDOSSABILI, IN CLOUD

switch2product.JPGAffidabile e flessibile, HM-IoT Gateway è un dispositivo di rete che raccoglie e invia al cloud dati provenienti da sensori health related wearable, ovvero i sensori indossabili per il monitoraggio di parametri legati alla salute. Ancora in fase di ricerca e sviluppo, come spiega uno degli ideatori, Davide Scazzoli, è stata presentata e selezionata quest’anno nella competition Switch2product del PoliHub e del Politecnico di Milano.

“Era la prima esposizione al mondo dei venture capitalists, le domande e le osservazioni fatte dalla giuria ci hanno permesso di identificare aspetti deboli del nostro progetto ed eliminarli – spiega il team – Per chi viene dal mondo dell’ingegneria ci sono molti aspetti dell’imprenditoria che non sono chiari, partecipando abbiamo potuto colmare molte lacune e aumentare la nostra confidenza nel settore”. Continua a leggere

CHIAMA MARTINO, ARRIVA UN VICINO

chiama martino 1Martino, è il miglior vicino di casa che esista in Zona 5, lo sarà su tutto il territorio di Milano, infatti quando qualcuno ha bisogno di una commissione, di un lavoretto, di un piacere, cosa fa? “Chiama Martino. Non è una persona in carne e ossa, è un servizio dedicato a chi ha necessita di un aiuto concreto, nel quotidiano, e che spesso non sa come ottenere. Che si tratti di ritirare un vestito in tintoria, o di fare la spesa, di portare il cane a passeggio o di sistemare una porta cigolante, Chiama Martino.

L’ideatore, Federico Sobrero, ha deciso di creare questo servizio vedendo come nella vita di tutti i giorni, nonostante la tecnologia e i social network, mancasse ancora un senso di “vicinanza” tra vicini e un modo semplice per chiedere un piacere senza per forza girare tra i ballatoi bussando alle porte di quelli più gentili e disponibili.
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DARE VOCE, CONSERVARE RELAZIONI

my voiceCapsule del tempo, ma all’interno non c’è nulla, nulla di tangibile, per lo meno, perché sono pillole sonore che contengono messaggi vocali. Li collezione e li conserva l’app My Voice proposta dal Centro Clinico NeMO, centro multidisciplinare ad alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari, in attesa di tempi peggiori. Sì, peggiori, perché questa applicazione innovativa, sviluppata in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria McCANN, è rivolta soprattutto alle persone con patologie neuromuscolari, che per il progredire della malattia perderanno la capacità di parlare autonomamente.

Disponibile sulle piattaforme App Store, Google play o Microsoft Store, per iOS a 2,29 euro e per Android e Microsoft a 2,49 euro, My Voice consente di registrare espressioni familiari e ricorrenti che fanno parte delle relazioni quotidiane del paziente e categorizzarle per rendere i sistemi di comunicazione artificiale, sino a oggi dotati di una voce metallica, più rappresentativi dell’identità della persona. Continua a leggere

KATIAKI, IL GUARDIANO DEI TEENAGER

katiakiIn lingua maori Katiaki significa “Guardiano” e il suo obiettivo è quello di proteggere i più giovani dagli “attacchi” di Cyberbullismo, hate speech e sexting, è un software online creato quando, sentendo al tg l’ennesimo episodio di bullismo, i suoi fondatori si sono chiesti “cosa si può fare per informare le famiglie nel momento in cui un figlio sta subendo degli attacchi per fare in modo che si possa intervenire prima che sia troppo tardi?”. A raccontarlo è uno di loro, Fabrizio Macchia, oggi COO di Katiaki, una startup incubata in ImpactHub Milano e in Ambasciata Digitale, finalista al premio Social Innovation Tournament 2017 e entrata nella fase di pre-accelerazione FabriQ Acceleration Program 2017.

Utilizzando tecnologie innovative, Katiaki analizza e riconosce modelli di comportamento anomali sui social network di minori e soggetti deboli, che possano far sospettare sia in corso un episodio di cyberbullsimo. Lo stesso vale quando il problema è l’hate speech o il sexting: questa startup affianca i soggetti già attivi su questi temi senza mai sovrapporsi, bensì fornendo loro l’elemento mancante. Vale a dire l’allarme in tempo reale. Continua a leggere

PLANBEE, PIANO B ANTI DEGRADO

planBEETruppe antidegrado? No, meglio rimboccarsi le maniche e cercare di porre rimedio, oppure fondare la prima piattaforma italiana di crowdfunding interamente dedicata al crowdfunding civico, come hanno fatto Armando Mattei e Federico Garcea.

Nel 2015, vendendo spuntare sempre più numerosi, progetti e iniziative per riqualificare il territorio che partivano dal basso, hanno fondato la startup PlanBee che da poco iniziato un percorso di preaccelerazione in FabriQ, l’incubatore milanese con sede a Quarto Oggiaro.

“Attraverso il coinvolgimento di cittadini, aziende e istituzioni, miriamo a porre un rimedio allo stato di degrado che colpisce un numero sempre crescente di città in un numero sempre crescente di città” spiega Mattei che, assieme a Garcea, aveva notato come le idee e i progetti di realizzazione o riqualificazione di parchi, aree gioco, orti urbani, piste ciclabili non mancassero affatto, da Nord a Sud, anzi! Il problema era che, anche se spesso già approvati dalle amministrazioni, non potevano essere realizzati per carenza di fondi.
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CODISTI, REGOLARI E REGOLATI

codistaCodista da oltre 3 anni, Giovanni Cafaro oltre ad aver dato a questa nuova professione un contratto collettivo nazionale a chiamata, è riuscito a renderla un possibile sbocco professionale anche per le persona con disabilità. Una vittoria che non resta sulla carta, la sua, perché collaborando con cooperativa sociale Ozanam, impegnata ad accogliere, orientare, formare ed inserire persone svantaggiate, questo intraprendente ex disoccupato ha visto con i propri occhi il primo disabile che ha manifestato la volontà di fare il codista. Continua a leggere