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START-UP E UTOPIE IN MOSTRA

baruchello-1Scambio di zolle di terra, adozione di pecore portatili, produzione di utopie, realizzazione di oggetti anomali: sono le quattro sezioni del progetto Start up, i milanesi per vederne la realizzazione devono andare a Roma, per ora, in attesa che queste “Quattro Agenzie per la produzione del possibile” ideate da Gianfranco Baruchello e a cura di Maria Alicata e Carla Subrizi trovino una sede anche a Milano. Fino a 28 aprile sono sperimentabili a Roma in via del Vascello 35 (Monteverde Vecchio), in 300 mq che deformano e ripensano il concetto di start up, provocando e facendo riflettere grazie al punto di vista adottato, tutt’altro che banale. Continua a leggere

OPEN INNOVATION IN NUMERI

open-innovationOltre due terzi dei soci corporate delle startup innovative iscritte hanno sede nel Nord Italia ed anche la maggior parte delle startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese ma, messe a confronto, le percentuali – rispettivamente 69 e 55% – raccontano un superamento della logica del distretto industriale e mettono in luce il flusso di investimenti che dal Nord raggiunge startup che operano nel Centro- Sud. E’ quanto è emerso dai dati del primo Osservatorio sui modelli italiani di Open Innovation e di Corporate Venture Capital, promosso da Assolombarda, Italia Startup e Smau in partnership con Ambrosetti e Cerved. Continua a leggere

AGENTI E AZIENDE SI TROVANO CON YOAGENTS

yoagentsCreando una piattaforma che permette di realizzare reti commerciali on demand e pagarle a performance, un’infrastruttura comune all’intero ecosistema dell’innovazione italiana, gli ideatori di YoAgents non lo nascondono: ”vogliamo guadagnare molto” dicono.

Nata nell’incubatore Digital Magics, questa start up innovativi per servizi innovativi, affronta le difficoltà, diminuisce i tempi e abbatte i costi in cui i singoli si imbattono quando devono crearsi di una rete commerciale. L’idea è nata notando la difficoltà di commercializzazione di servizi magari basati su ottime tecnologie e potenziamente utili a tutti gli effetti. Spesso infatti non si diffondono se non nelle grandi città o, peggio ancora, restano “in laboratorio”. Continua a leggere

ENDEAVOR ITALIA, ESORDIO A MILANO

startup-endeavorGuarire dalla sindrome di Peter Pan, alzare la testa scrollandosi di dosso quell’aria di autocommiserazione per saper individuare le leve della competitività: è quello che è necessario fare oggi in Italia. Endeavor, a Milano, il 10 ottobre, ha lanciato questa sfida e allo stesso tempo l’ha accettata: fondata negli Stati Uniti nel 1997, questa organizzazione no-profit ha scelto infatti proprio il capoluogo lombardo per il suo esordio italiano, illustrando il proprio modello di supporto all’ecosistema di imprese e di start up basato sull’accesso ai mercati, il capitale e il talento.
Non si tratta di un incubatore o di un acceleratore di start up, ma i neo imprenditori possono guardare all’arrivo in Italia di Endeavor sognando ad occhi aperti di entrare tra quelle imprese selezionate da questa realtà estremamente propulsiva.

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IO “INTRAPRENDO”, E TU?

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Da subito, anzi, già da metà settembre, fino a esaurimento risorse, non umane ma economiche, tutti possono dire a gran voce, “Intraprendo”. E presentare la domanda, solo on line, per partecipare all’omonimo bando. Tutti, significa, leggendone il testo, tutti i neo-imprenditori e i liberi professionisti, i soggetti a cui questa iniziativa di Regione Lombadia vuole andare incontro concretamente. Sono infatti previsti finanziamenti agevolati a tasso zero e contributi a fondo perduto, per i progetti meritevoli che rigurdano sia l’avvio sia lo sviluppo di attività e imprese di piccola o media dimensione. Si può spaziare in tutti i settori e i liberi professionisti sono autorizzati a dire “Intraprendo”. A dirlo e a farlo.

Visto che i finanziamenti a pioggia sono poco graditi, a chi li fa – e alla fin fine anche a chi li riceve – oltre a rivelarsi inefficaci, nel bando ci sono dei requisiti che devono essere rispettati, da aggiungere alla essenziale voglia di mettersi in gioco.

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ON FIRE, LA SCUOLA E’ ON LINE

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Davanti ai loro docenti scoraggiati, scoraggiati perché a loro volta davanti a strumenti per l’interazione 2.0 di non immediato uso, invece di deriderli o denigrarli, invece di approfittarne per fare i fannulloni, i due startupper di OnFire Matteo Mosconi e Gabriele De Rosa hanno dato una mano. E oggi stanno facendo successo. “Abbiamo creato uno spazio web pieno di funzionalità destinate a semplificare la comunicazione tra studenti e insegnanti” spiegano, entrambi con un 1996 sulla carta di identità, ora universitari con in tasca un diploma di perito informatico proprio con quei professori che hanno dato loro l’idea, nelle aule dell’istituto tecnico informatico di Cesano Maderno (MB) .

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EMMAT, DA LIBRO A BRAND

Schermata del 2016-05-04 10:18:22Un romanzo, diventato non solo “un caso” ma anche “un progetto di personal branding e di web marketing”, e non adesso, che lo fanno tutti. Ora lei è già al secondo volume e naviga verso nuovi orizzonti. Si chiama Erica Vagliengo, e assieme alla sua eroina Emma Travet, ha iniziato iniziato la sua avventura nel 2007. Oggi persegue sogni e obiettivi con la scadenza annuale di chi ha i piedi per terra, e una famiglia con due figli piccoli da gestire. Nel 2014 “mi sono data due anni di tempo per realizzare il mio business legato al nuovo romanzo, al personaggio di Emma Travet. O la va o la spacca” spiega questa 39enne piemontese che, con il suo alter ego Emma T, ammicca, ambisce e visita spesso Milano. Continua a leggere