Archivi categoria: salute

SEADS, IN DIFESA DEL MARE

marine litter 2Semplice da costruire ed installare, immediatamente efficace o quasi, applicabile quasi ovunque scorra un fiume e durevole nel tempo anche senza troppe opere di manutenzione.

E’ la soluzione che SEADS (Sea Defence Solution) ha proposto al primo contest mai realizzato in Italia dedicato a progetti d’innovazione per diminuire l’impatto dei rifiuti o dell’inquinamento off-shore, costiero e subacqueo delle acque salate tenutosi nel 2017. E’ stata selezionata e sta partecipando ad una fase “Prototype” in Impact Hub Milano in cui l’incubatore meneghino la supporterà nella costituzione, nello sviluppo e nel lancio sul mercato di quella che per ora è un’idea. Ma vincente, per lo meno per chi ha vagliato le proposte del IH Fellowship on Ocean Cleanup e l’ha selezionata. Continua a leggere

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MILANO IN FORMA E IN EQUILIBRIO, QUINDI NATCKED

nakedUn metodo ad personam per restare o tornare in forma, naturale al 100%, basato su criteri scientifici e con un “piglio olistico” che conquista sia gli appassionati di fitness sia chi è più attengo al proprio benessere psicofisico.

Si chiama Natked e sta conquistando Milano e chi ci vive, mentre raccoglie centinaia di migliaia di euro tramite la piattaforma Mamacrowd (n.d.r fino a fine gennaio 2018) con già le idee chiare su come investirle. In una nuova sede, nello sviluppo delle attività per le aziende e di nuovi centri “operated by” e nel potenziamento della sua “Academy”.
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VITA LUNGA ALLE BOTTIGLIE IN PLASTICA, CON GR3N

gr3nChiudere il cerchio, anche per la plastica, come per l’alluminio e il vetro. Il cerchio del riciclo, si intende, e a riuscire nell’impresa è una startup con sede a Lugano che ha ultimamente vinto primo contest mai realizzato in Italia dedicato ai progetti d’innovazione per diminuire l’impatto dei rifiuti plastici nell’ecosistema marino conquistandosi l’accesso ad un percorso di incubazione in Impact Hub Milano oltre ad un rimborso spese di 5.000 Euro.

Gr3n Recycling, si chiama, ha sviluppato una tecnologia che rende possibile un processo di riciclo chimico su alcune plastiche, invece che il solito riciclo meccanico, e questo fa una bella differenza. Cambia una “parolina“, il panorama dei rifiuti plastici viene rivoluzionato e il loro impatto sul mondo, diretto e indiretto, crolla.
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KronosDNA SI FA ONE4TWO PER CHI DESIDERA UN FIGLIO

KronosDNACostosi per i pazienti, impegnativi per i laboratori, presto i test genetici non saranno più un’impresa grazie a One4Two, il kit che riduce tempi e costi della diagnosi per l’infertilità di coppia, permettendo, con un solo prelievo, di identificarne la causa genetica.
Questo progetto è frutto dell’impiego sinergico delle competenze scientifiche e di innovazione tecnologica proprie di KronsDNA srl, unica detentrice del marchio registrato, una giovane azienda biomedicale specializzata in genetica della riproduzione.

Attualmente ospitata all’interno del CEINGE-Biotecnologie Avanzate, a Napoli, KronsDNA si è costituita a giugno 2016 e nell’aprile 2017 ha ricevuto la certificazione di spinoff dell’Università Federico II di Napoli e lo scorso novembre ha vinto il Merck for Health, l’hackathon dedicato all’healthcare e all’innovazione tecnologica, promosso da Merck in collaborazione con HealthwareLabs e Digital Magics HealthTech. Continua a leggere

CURARSI (NON) E’ UN GIOCO

Più ci si cura, con costanza e regolarità, più aumenta il potere del proprio avatar. Non è fantascienza e nemmeno un modo di dire, è ciò che accade a chi, affetto da deficit di ormone della crescita, potrà utilizzare “The Grow Gaming Gang”.

next capodarco

Si tratta di una piattaforma che applica la gamification all’ambito medico sanitario, l’idea è quella di utilizzare la dimensione ludica per incentivare una corretta assunzione del farmaco e allo stesso tempo creare un ecosistema dove recuperare informazioni utili, condividere esperienze e costruire un dialogo tra i diversi attori, personale sanitario, famiglie e pazienti. Continua a leggere

TRE RICERCATRICI PER mEryLo

Rivoluzionare la chemioterapia facendo diminuire le infusioni previste per ogni ciclo chemioterapico grazie ad un dispositivo che permette di “nascondere” una parte del farmaco all’interno delle cellule del paziente, in modo semplice, veloce e sicuro. E’ il sogno, oggi prototipo, di tre ricercatrici del Politecnico di Milano, un dispositivo che ha già dimostrato di funzionare su sangue di donatori umani.

Si chiama mEryLo, se utilizzato, il corpo del paziente subirà meno effetti collaterali dovuti a sovradosaggi oggi invece inevitabili, mentre i globuli rossi potranno veicolare il farmaco nel corpo, con un rilascio prolungato nel tempo.

Dopo la vittoria di Switch 2 Product e il secondo posto in StartCup Lombardia, oggi il dispositivo sta partecipando a Premio Nazionale per l’Innovazione di fine mese (novembre 2017), ma l’idea è nata 10 anni fa quando Giustina Casagrande lavorava sui test per dispositivi medici al laboratorio LaBS.

Una volta emerse le particolari proprietà meccaniche dei globuli rossi, Casagrande assieme a Elena Bianchi ha reato la prima idea di quel dispositivo medico portatile che oggi è mEryLo,, piccolo e semplice da usare. Con l’arrivo della terza ricercatrice del team, Monica Piergiovanni, ha preso forma il primo prototipo, funzionante anche su sangue da donatori umani.

Ci sono altre aziende che stanno sviluppando dispositivi medici, ora in fase di studio clinico, sempre utilizzando i globuli rossi come vettori di farmaci, ma la metodologia del team di mEryLo, è “del tutto innovativa, capace di trattare le cellule in maniera “gentile”, restituendole al corpo nella loro configurazione fisiologica – spiegano le tre ricercatrici – Questo garantisce un rilascio prolungato nel tempo, dovuto al naturale ricambio dei nostri globuli rossi”.

Prima per le leucemie, poi per altri tipi di tumori solidi, sarà possibile utilizzarlo direttamente in linea con il paziente, evitando le lunghe tempistiche di processo in laboratorio, a volte causa di contaminazioni del campione di sangue.

Mentre cerca di ampliare il network di advisor e collaboratori, “per integrare competenze in ambito business, nonchè medico-oncologiche e biologiche”, il team sta sviluppano contatti con alcuni Business Angels per ottenere finanziamenti necessari a passare da un prototipo di laboratorio a un prototipo industrializzabile.

Entro il prossimo anno “passeremo alle fasi di scaling up del dispositivo con una adeguata progettazione e realizzazione sia della cartuccia monouso che del sistema di controllo esterno – spiegano – e saremo poi pronte per le fasi di test preclinici e certificazioni del dispositivo medico”.

di Marta Abbà

DALLA PICCOLA GRANDE RICERCA: MINIRES

MiniresSono materiali di origine biologico, trovano applicazione in svariati ambiti tra cui la cosmesi e il settore biomedico, si chiamano bioelastomeri e c’è un trio composto da due docenti e un ricercatore del Politecnico di Milano che sono riusciti a minimizzare come mai prima la complessità delle molecole utilizzate per produrli.

Questo può cambiare molti scenari, anche a livello pratico, anche se l’innovazione ha inizio come ricerca di base. Pierangelo Metrangolo ne è convinto e con Francesca Baldelli Bombelli e Andrea Pizzi ha partecipato alla competition Switch2Product con Minires. Continua a leggere