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QUANDO LA MATEMATICA PRENDE FORMA

Generare oggetti “lisci” pronti per la fase di stampa 3D, grazie ad un algoritmo che abbatte i tempi e i costi di post-processing previsti se si utilizzano le “solite” tecniche di manifattura come tornitura, foratura, fresatura. E’ ciò che Free-Form Design è in grado di fare, trovando applicazione non solo in ambito spaziale, dove la leggerezza è fondamentale, ma anche potenzialmente in settori come design e moda, auto e medicina, bioingegneria e architettura.

Selezionato durante la competition Switch2Product, del Politecnico di Milano, questo progetto è nato da una collaborazione tra il mondo della ricerca e un partner industriale, leader nel settore di applicazioni per lo spazio.

Dopo una prima fase in salita, dove è stato necessario “allineare” il linguaggio del mondo accademico-matematico con quello ingegneristico, poi è arrivato il momento di “rileggere tecniche matematiche sofisticate, di cui avevamo già una buona padronanza, in un’ottica completamente diversa, funzionale al free-form design in ambito progettuale” spiega il team di Free-Form Design composto da due professori associati di Analisi Numerica del Dipartimento di Matematica, Stefano Micheletti e Simona Perotto, e da Nicola Ferro, laureato in Ingegneria Matematica e attualmente dottorando presso il Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano.

Oltre ad abbattere tempi e costi di post-processing, il raffinato algoritmo ottenuto permette di generare oggetti di forma inaspettata, soddisfacenti ai requisiti di progetto e pronti per la fase di stampa 3D. Oggetti ben diversi da quelli a “gradini” che devono essere sempre rifiniti prima di andare in produzione, da quelli che altri competitors producono con risultati più grezzi e dispendiosi.

Il segreto sta nell’accuratezza dell’algoritmo, che detto così sembra questione di sfumatura, ed è invece ciò che rende Free-Form Design una tecnica raffinata e precisa, perfetta anche per chi opera nello spazio come il partner industriale con cui è iniziato il progetto e che finora lo ha sostenuto in vari modi.

Ospitando 4 studenti di Master in Ingegneria Matematica e Aerospaziale per uno stage, supportando la sottomissione di una domanda di brevetto italiano che tutela questa tecnologia e finanziando un contratto di ricerca scientifica per la realizzazione di una piccola parte del progetto.

Ad oggi esiste una versione in-house del codice 2D e 3D “che fornisce risultati promettenti in vista di una sua successiva ingegnerizzazione” racconta il team, mentre con l’aiuto del Politecnico è in cerca di una software house interessata alla commercializzazione dell’algoritmo. L’idea, più avanti, è quella di sviluppare una app per dispositivi portatili per simulazioni real-time e allo stesso tempo trovare partner industriali in ambiti diversi da quello dello spazio, in cui ci sia spazio per innovare

di Marta Abbà

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CO+FABB = FUTURO MANIFATTURIERO

co fabbManifattura e innovazione si incontrano, poco lontano dal confine con Milano, in un luogo dove le nuove aziende e le startup del settore possono trovare servizi e supporto e le imprese già operative sui mercati riescono ancora a sperimentare, seguendo i progetti fin dall’inizio. Questo luogo si chiama Co+Fabb, ha il cancello rosso che spicca in un panorama dai toni grigi, da hinterland, e dentro ne ospita “di tutti i colori”.

Nei suoi oltre 4.000 mq di spazio ci sono infatti realtà molto varie, ma tutte interessate a stare in un luogo di lavoro condiviso e collaborare con altre aziende con la stessa mentalità.

Una che si occupa di droni – In The Air – collabora con “la vicina di ufficio” che opera in ambito sanitario – Mobiix: assieme realizzano un servizio 4.0 di riconoscimento etichette in magazzino, con droni al posto di persone. Continua a leggere

ARTIGENI D’OGGI

sei un genioGenerazione Y, generazione Z… ma la generazione degli Artigeni non si era ancora vista, o meglio, identificata, fino a quando Giampaolo Colletti non è arrivato in libreria con  “Sei un genio!”. Sottotitolo di questo libro pubblicato da Hoepli, è “La rivoluzione degli Artigeni, artigiani e lavoratori dalle idee geniali”

L’autore, un communication manager e storyteller digitale con oltre 12 anni di esperienza lavorativa nel campo delle nuove tecnologie, sostiene che per fare impresa oggi è necessario partire, da un’intuizione, quindi, avere una idea “wow”. Continua a leggere

TERTULIA: RIVISTA CON IL CUORE DI LIBRO

tertulia 2.JPGTertulia in spagnolo significa “circolo”, indica l’incontro periodico attorno al tavolo di un caffè di persone interessate a un ramo dell’arte, per condividere idee e opinioni. Tertulia in Italia significa da circa un anno e mezzo “un modo diverso di raccontare gli affetti e i momenti importanti della gente”, unendo le passioni e le competenze delle componenti del team che così ha chiamato la propria neo impresa.

Greta è fotografa, Daniela è grafica ed illustratrice, Stella lavora nel marketing, Arianna scrive, tutte amano le storie, assieme realizzano una rivista cucita addosso al cliente che “vedrà se stesso attraverso gli occhi delle persone che ama”. Lo può desiderare la coppia di promessi sposi, ma anche il gruppo di amici che vuole fare un originale regalo di laurea o di compleanno o l’azienda che desidera rinnovare il team building, dando spazio alle persone e documentandolo in maniera nuova.

Tertulia si addice a tutti perché tutti hanno un momento da celebrare e, quindi, una storia da raccontare e che desiderano condividere con le persone vicine.
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PER I MAKERS, E’ VENDETTA UNCINETTA

vendetta uncinetta 1Corsi di fotografia, styling, indicizzazione SEO, comunicazione web, gestire social network, branding ma nessuno aveva ancora approfondito il tema del prodotto fino all’arrivo di Gaia Segattini che oggi propone a crafters e makers, on line, nel suo sito www.vendettauncinetta.com un completo servizio proprio di “consulenza sul prodotto”. Così va a colmare un “buco” di preparazione in una scena che lei stessa ha visto crescere e strutturarsi in maniera sempre più indipendente e professionale.

Dopo un’esperienza di 18 anni come designer e ricercatrice di tendenze nell’abbigliamento e altri 8 dedicati a scrittura web, creazione contenuti creativi e consulenze nel settore del nuovo artigianato, Gaia ha notato che “si è approfondito tutto quello che ruota attorno al prodotto ma non il prodotto stesso. Se il prodotto non convince, non basta nessuno storytelling – spiega – spesso infatti si è concentrata l’attenzione sulla fase precedente alla creazione del prodotto, oppure su quella successiva, per raccontare, comunicare, vendere il proprio prodotto”. Da fine novembre sul suo sito cliccando su “prenota una consulenza con me” molti artigiani hanno trovato una voce esperta e utili consigli, pratici e mirati.  Continua a leggere

PICCOLA LEGATORIA, GRANDI DESIDERI

piccola legatoria 2.JPG“Sarebbe bellissimo avere dei libri microscopici da avere sempre con sé”: da una frase sussurrata dal figlio allora di 5 anni alla fine di una lettura serale, è nata la Piccola Legatoria di Ylenia Bagato.

L’idea di creare ciondoli da sfogliare e appendere al collo è nata sette anni fa, col tempo di è organizzata: da lunedì a venerdì gestisce un asilo nido sul Lago di Garda, dove vive, sabato e domenica legge e recensisce libri, preparando attività per il Festival Giallo Garda, e ogni giorno o quasi, che sia feriale o festivo, dopo pranzo o dopo cena, quando ci sono quelle mezzore morte prima di rientrare al lavoro, o prima di procedere con i riti della buonanotte, confeziona microlibri. “Il tempo impiegato è parecchio, anche se adesso sono diventata velocissima” spiega questa 40enne dalla famiglia che lei stessa definisce “sgangherata”.
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DESIGN D’EPOCA, INNOVATIVO

epoca-design-logoEsiste uno stile di vita che declina l’artigianato con l’amore per la natura dando vita a “cose belle fatte a mano e con passione”, si chiama Epoca ed è un brand di prodotti in legno per l’outdoor. Skateboard, longboard e sci dal sapore retrò ma dalle tecniche produttive moderne, particolarmente preziosi perché personalizzabili.
Inserendo un pannello rivestito in pregiati tessuti, infatti, tra cui il pied de poule o il tweed, la grafica di ogni pezzo è unica e, proprio come una collezione di moda, di stagione in stagione può “vestire” diversi colori e materiali. Tre skateboard di questa startup milanese – Cloto, Lachesi e Atropo – sono stati selezionati dalla Triennale di Milano per la XXI Esposizione Internazionale di Design del 2016 ma il catalogo, in continuo ampliamento, presenta già una piccole serie di skateboard, longboard, pagaie e sci, per i moderni “outsider” metropolitani.

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