COVERHOLDER, PER INTERMEDIARI ASSICURATIVI

Aiuta gli intermediari assicurativi ad emettere polizza senza ulteriori attese, eliminando lo scambio manuale di dati e migliorando il volume e la qualità delle informazioni sul rischio, è una startup del settore InsurTech ed è entrata nel programma di accelerazione organizzato apposta per questo settore e per quello FinTech da Magic Wand, con 10 “big” partners.

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Coverholder, così si chiama, è un servizio B2B che attraverso una SaaS platform offre la possibilità di seleziona prodotti assicurativi in tempo reale, scegliendo le condizioni più vantaggiose per personalizzare il preventivo e intervenendo sulla tariffa per soddisfare il cliente modulando premio e provvigioni.

Nata da un’idea del 2015 ma costituita come società nel 2016, a Londra, nel 2017 ha attivato a inizio 2017 la sede di Milano per lanciare il primo “pilot” lo scorso aprile. Il nome “Coverholder” arriva dal ruolo di un Agente dei Lloyd’s of London che si contraddistingue per l’autonomia a sottoscrivere polizze attraverso un mandato assicurativo, Feliciano Lombardi, Co-Founder, e i suoi soci lo hanno scelto per trasmettere “il concetto di flessibilità e dinamicità che consente l’accesso ai prodotti assicurativi”.

Con il servizio offerto da questa realtà ogni intermediario assicurativo ha l’opportunità di essere autonomo e può iniziare a considerare la micro assicurazione un business raggiungibile e profittevole grazie all’abbattimento dei costi di acquisizione. Tutto per via di un metalinguaggio proprietario (Proposal Form Language) in grado di “trasformare complicate regole assuntive, definite dalle Compagnie di Assicurazioni, in semplici algoritmi e consentire di digitalizzare un prodotto assicurativo, in tempi trascurabili, indipendentemente dalla difficoltà tecnica del prodotto che si desidera offrire all’utente”.

Partecipare a Magic Wand è “un forte stimolo per migliorare, per allargare orizzonti valutativi e conoscitivi” visto che Lombardi nel 2018 mira a partnership con operatori del settore “per incrementare i prodotti assicurativi e potenziare la rete degli intermediari”.

Il settore in cui si muove non è dei più semplici, “richiede la conoscenza dei processi di compliance necessari per operare all’interno di un mercato regolamentato e vigilato dalle autorità del settore”. Ed è anche “un mercato molto tradizionale”, quindi si aggiunge un’ulteriore difficoltà, quella di trovarsi a “mostrare i benefici di un nuovo modo di accedere ai prodotti assicurativi” forzando l’inerzia dei “tecno-scettici” a priori

di Marta Abbà

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