BRUMBRUM, UNA MARCIA IN PIU’ NEL SETTORE AUTO

BRUMBRUMQuando il digitale va fuori strada, arriva al successo. Così almeno è accaduto a BrumBrum, startup che ha portato un modello per nulla nuovo nel commercio elettronico, nel tradizionale mondo della vendita di auto. Fondata nel 2016, oggi questa startup è arrivata ad essere il primo rivenditore diretto di auto online in Italia e si è aggiudicata a inizio 2018 un round di finanziamento dal nuovo fondo UV2 che ha concluso la sua prima operazione da 10 milioni di euro in totale.

Portando una ventata di novità nel mondo delle automobili, BrumBrum ha scelto di occuparsi solo e soltanto di quelle usate, visto che quelle nuove avrebbero fruttato forse meno soldi e di certo avrebbero posto il problema del rapporto con le case madri. Con questo servizio innovativo per comprare una vettura usata la si cerca sul sito e la si paga on line con reso gratuito entro 14 giorni o 1.000 Km di percorrenza.

C’è un call center a disposizione, e la comoda possibilità di chiedere, sempre dalla stessa piattaforma, un finanziamento. Questo non toglie che in 48 ore, si può ritirarla direttamente l’auto “cliccata” su BrumBrum, oppure farsela consegnare a casa in una settimana.

Spiegata così sembra banale, come ogni buona idea che funziona appare dopo che è stata messa in atto. Quando Alberto Genovese (Facile.it) e da Francesco Banfi(ex McKinsey) hanno avviato questa startup, non era così “pensabile” e non era così naturale volerci scommettere. Una volta avviata l’attività, sono poi arrivati vari partner industriali anche se la maggioranza di BrumBrum resta ai due founder che l’hanno ideata quando hanno notato come la distribuzione dell’autoveicolo fosse frammentata, in Italia, e gestita a livello locale. Hanno così voluto mettere in piedi un operatore nazionale, prendendo spunto da un modello simile ad Amazon, tutto e solo dedicato alle auto usate.

Oggi BrumBrum ne possiede molte che vende e certifica, passando in rassegna sia la parte meccanica, sia quella elettronica, sia la carrozzeria, sia i freni, senza tralasciare un check anche alle certificazioni richieste.

di Marta Abbà

 

 

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