DALLA PICCOLA GRANDE RICERCA: MINIRES

MiniresSono materiali di origine biologico, trovano applicazione in svariati ambiti tra cui la cosmesi e il settore biomedico, si chiamano bioelastomeri e c’è un trio composto da due docenti e un ricercatore del Politecnico di Milano che sono riusciti a minimizzare come mai prima la complessità delle molecole utilizzate per produrli.

Questo può cambiare molti scenari, anche a livello pratico, anche se l’innovazione ha inizio come ricerca di base. Pierangelo Metrangolo ne è convinto e con Francesca Baldelli Bombelli e Andrea Pizzi ha partecipato alla competition Switch2Product con Minires.

L’idea ha avuto origine da un progetto finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca (www.erc.europa.eu). Consapevoli che quanto scoperto potesse avere delle ricadute importanti anche a livello pratico, i tre di Minires hanno proseguito la loro avventura e oggi stanno “comprendendo il rapporto struttura-proprietà del nostro prodotto – spiegano-E’ necessario capire che ruolo gioca la struttura chimica della nostra molecola nel conferimento delle proprietà elastiche dei materiali che stiamo studiando”.

Mentre preparano dei manufatti macroscopici su cui testare le performance meccaniche, nei prossimi 12 mesi contano di avere dei prototipi che possano trovare l’interesse da parte di potenziali clienti.

Al mondo si contano sulle dita di due mani i grandi produttori di bioelastomeri, Minires si inserisce in questo scenario di giganti che detengono più della metà del mercato mondiale con una idea che rivoluziona e obbliga ad un cambio di prospettiva rispetto ai bioelastomeri comuni.

Da sempre ritenuti materiali molto complessi e costosi, costituiti da una sequenza molto lunga di aminoacidi, i bioelastometri con Minires possono diventare più accessibile come costo senza però risultare scadenti di qualità. Grazie alla ricerca, di base, il team è riuscito ad ottenere “una molecola strutturalmente molto semplice, e quindi notevolmente più economica, con le medesime performance dei comuni bioelastomeri presenti sul mercato”.

Prezzi più bassi a parità di performance: Minires si vuole presentare così sul mercato ma mancano ad oggi alcuni passaggi, hanno presentato i propri risultati al Consiglio Europeo della Ricerca per un progetto “proof-of-concept” che dimostri la validità pratica dell’idea, una volta ottenuto l’okay, serviranno almeno 12-18 mesi di ricerca ulteriore “ per rendere la nostra idea più appetibile per le aziende o per investitori privati o di venture capital”.

Effettivamente non è così immediato spiegare a chi non è del settore, come dal laboratorio, grazie a piccole modificazioni chimiche, si possa far variare notevolmente le proprietà del materiale che si vuole ottenere adattandolo alle necessità del settore di applicazione e delle esigenze del mercato con risvolti positivi sia a livello economico che di risultati. Minires vuole dimostrare che tra la ricerca di base e la realtà, non c’è un abisso incolmabile ma, in casi come il suo, uno stretto e vantaggioso legame.

di Marta Abbà

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