HOLDON, TI RIDA’ UNA MANO

holdon.JPGHoldon è nato da un progetto di laurea, quando l’Alexander Shumsky studente ha voluto occuparsi di ictus “perché è la prima causa di disabilità nel mondo e perché ha colpito persone che conosco personalmente e che ho assistito da vicino”.

Oggi è brevettato ed è in fase di industrializzazione, è un dispositivo biomedicale che aiuta a ripristinare la funzionalità della mano, in particolare quelle che riguardano la presa e che spesso vengono perse causa ictus o altre patologie neuro-motorie.

Selezionato nella competition Switch2Product del Politecnico di Milano, Holdon combina l’approccio di assistenza con quello riabilitativo perché la persona che lo utilizza può eseguire gli esercizi mentre ad esempio si veste, si nutre o afferra vari oggetti di uso quotidiano.

Per idearlo e poi svilupparlo, Shumsky è partito da una osservazione attenta delle necessità del utente, sia quelle funzionali, sia quelle emozionali, mirando a raggiungere un livello di autonomia più alto possibile dando modo alla persona che lo usa di compiere anche le attività quotidiane più “critiche”.

Nel mondo ci sono altri dispositivi come Holdon, con simili funzioni, ma nel brevetto di Shumsky i costi di produzione sono stati minimizzati e il prodotto risulta più leggero, compatto e semplice da usare. La possibilità di effettuare delle misurazioni personalizzate permettono di raggiungere livello molti alti di ergonomia e, per aumentare l’efficacia riabilitativa, in Holdon sono state combinate più metodologie, l’una a supporto dell’altra.

Varie aziende del settore biomedicale hanno mostrato interesse per il brevetto e “stiamo pianificando i prossimi passi”, spiega Shumsky che continua a seguire il progetto mentre, passati gli ultimi test tecnici, passerà alla fase di industrializzazione e certificazione.

Il team non ha invece ancora una composizione definita, ma le figure principali sono i designer, un commercialista, un ingegnere elettronico e degli sviluppatori software. Nel frattempo, per sviluppare il progetto, l’ideatore ha potuto contare sulle competenze di esperti in vari campi, che hanno creduto in Holdon e lo hanno consigliato al meglio.

di Marta Abbà

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