GESTIRE EMERGENZE COL CROWD

bretmapsSegnalazione rischi con il crowdfunding, perché le informazioni in caso di emergenza sono il bene più prezioso, soprattutto se capillari e immediate. Gaia Guadagnoli se ne è accorta preparando l’esame di Post-Conflict e Gestione delle Emergenze presso l’Università Cattolica e ha creato BretMaps, grazie anche alle conoscenze acquisite sui Sistemi GIS per le emergenze presso l’Università di Roma Tre.

BretMaps è una startup neonata, in corso di registrazione, e si rivolge a tutti gli attori pubblici e privati che sono coinvolti nella gestione delle emergenze e che hanno bisogno di minimizzare l’entità dei danni e salvare vite umane. Si tratta di una piattaforma che permette al cittadino di segnalare rischi e che gli fornisce informazioni aggiornate e comunicazioni relative alla situazione corrente dell’area che lo circonda.

Non gira denaro, al crowd non si chiedono soldi, ma di segnalare quanto sembra loro utile per chi deve intervenire per salvare vite umane. Lo possono fare i singoli cittadini ma anche le amministrazioni e gli esperti cartografi: “ognuno per la sua competenza collaboreranno all’interno della stessa piattaforma – spiega Guadagnoli – per andare a sopperire al gap comunicativo bilaterale che allo stato attuale rende problematica la prevenzione e la gestione delle emergenze”.

Oggi BretMaps è in fase di pre seed, serve un seed investment uguale o superiore a 50mila euro per la sua versione alpha e beta. Una volta testata in un’area geografica circoscritta, in collaborazione con l’amministrazione comunale, la piattaforma andrà a scalare a livello nazionale. Guadagnoli e il suo team, tutto di giovani donne, vuole creare “un nuovo modello collaborativo per l’intervento preventivo e d’emergenza” da proporre non solo ai Comuni ma anche ai vari stakeholders delle situazioni emergenziali.

Entro la fine dell’estate la startupper conta di vedere i primi risultati, intanto partecipando alla competition Dr. Start-Upper organizzata dalla università Cattolica e dalla Camera di Commercio di Milano, ha potuto apprendere i passi fondamentali per la costituzione di una startup.

“I professori sono stati in grado di accendere quella scintilla che mi ha fatto capire che forse non era un sogno pindarico, ma qualcosa che effettivamente poteva essere realizzato seguendo il giusto percorso” racconta, ed è sempre ad un professore che Guadagnoli deve in parte il progetto BretMaps e la voglia di fare e di intraprendere. “Lo considero il mio mentore: entrò il primo giorno in università e ci disse ‘voi on siete qui per scaldare la sedia, ma per salvare vite umane’ – ha ricordato – esperienze personali e studi universitari hanno influito sulla mia volontà di restituire al sistema mondo parte della fortuna che mi è stata regalata dalla lotteria della vita”.

di Marta Abbà

 

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