SFAMARSI IN UN CRICKé

crické.JPGLa grande tradizione gastronomica mediterranea con un nuovo ingrediente, proteico e sostenibile: la farina di grillo. E’ la ricetta proposta da Crické, startup che ha preso alla lettera le tante pubblicazioni della FAO mirate a promuovere l’entomofagia nel mondo occidentale.

Nata infatti con il desiderio di trovare delle soluzioni alternativa ad una industria della carne poco sostenibile a livello ambientale, questa neo impresa vuole introdurre gli insetti anche nella dieta occidentale e prende per la gola tutti proponendo nuovi alimenti nutrienti, gustosi ed ecosostenibili. E che “suonano” famigliari. In verità lo sono perché sia le Crickelle che la pasta Crické sono cibi dalle sembianze occidentali, solo con un 15% di farina di grillo che fa la differenza.

Le Crickelle sono uno snack molto simile ai classici cracker ma quel 15% diverso li rende non solo più ricchi di proteine: anche minerali e vitamine sono presenti in percentuali elevate. La pasta Crické si distingue da quella classica perché, pur restando nutritivamente bilanciata, contiene il doppio di proteine.

Ben consapevoli che in Italia oggi non è ancora possibile fare vendita diretta, i 6 soci fondatori di Crické non vedono l’ora del prossimo primo gennaio quando entrerà in vigore un nuovo regolamento europeo che di fatto consentirà allevamento, produzione e vendita.

Per ora riescono a farli provare al pubblico “attraverso la nostra associazione culturale che promuove l’entomofagia – racconta Francesco Majno, uno dei fondatori – intanto abbiamo inoltre costituito una società in Gran Bretagna, dove è già possibile la commercializzazione di tali prodotti”.

A dimostrare come, al di là della burocrazia, il mondo evolva, senza confini, l’idea di commercializzare una linea di prodotti alimentari a base di farina di grillo sul mercato europeo ha già appassionato molte persone che hanno sostenuto Crické quando ha lanciato una campagna di crowdfunding su Eppela a dicembre 2016 raccogliendo 10mila euro.

Per mantenere alta l’attenzione e preparare il terreno anche in Italia per poi lanciare i propri prodotti, i 6 soci e il loro team organizzano eventi di divulgazione e degustazione e partecipano a diverse fiere dedicate al cibo. “ Puntiamo a lanciare i nostri prodotti sul mercato nei prossimi sei mesi – precisa Majno – vogliamo andare in produzione e vendere i nostri primi prodotti sul mercato europeo prima del 2018”.

di Marta Abbà

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