“COOKS ME”, PENSACI TU CHE SEI BRAVO

Da studente fuorisede “mi sono dovuto necessariamente avvicinare al mondo della cucina” e non quella di “una volta ogni tanto per giocare a fare lo chef. Quella di tutti i giorni, anche quando si ha poco tempo o poca voglia. Ecco perché Vito Lordi ha pensato ad una startup che, tramite app, effettuasse il matching tra esigenze dei consumatori e proposte degli chef. Dopodiché “il pranzo è servito”.

Cooks Me, selezionata tra le sei finaliste dell’edizione 2017 di Dr Startupper, contest organizzato dall’Università Cattolica, è un’idea di startup in divenire e che si rivolge soprattutto agli under 40 “alla ricerca di un’experience e di un’emozione che elevino il concetto di pasto frugale”.

Anche gli chef hanno un loro ruolo, anzi, sono protagonisti di questa applicazione che Lordi ha pensato, dove proprio i cuochi, dopo aver creato il proprio chef-profile, potranno caricare i propri menù e le foto dei propri piatti, dando in pasto le proprie proposte agli utenti che, sfogliando gli chef-profile possono verificare i costi della serata.

Man mano che Cooks Me si avvia, raccoglie anche le valutazioni di chi ha assaggiato i pasti preparati dagli chef, il tutto senza perdere di vista l’obiettivo: mettere in contatto consumatori con poco tempo libero e/o con poche competenze ai fornelli con chef professionisti disposti a raggiungere l’abitazione del cliente nel proprio tempo libero.

Lordi è founder unico di questa startup, ad oggi ci lavora con un responsabile per l’area legale ma “siamo alla ricerca di alcune figure da inserire nell’area public relations e nel comparto informatico”.

Nel corso dei suoi studi ritiene di aver ricevuto nozioni più di stampo manageriale che di stampo imprenditoriale, ma Lordi ritiene che “la voglia di avviare una startup sia qualcosa di insito nella personalità di ognuno di noi” e lui ha scelto inseguire il suo sogno.

La partecipazione a Dr Startupper “è stata un’esperienza eccezionale. L’occasione per approfondire diverse nozioni di stampo tecnico/economico trattate marginalmente nei miei studi precedenti ma anche per confrontarmi in modo costante con startupper di successo, venture capitalist e in generale persone che gravitano da tempo nel mondo delle startup”.

Mentre si guarda attorno, “coltivando alcune conoscenze con potenziali finanziatori”, è ben consapevole che Dr. Startupper, gli abbia lasciato come premio “la qualità delle relazioni instaurate. Ho conosciuto tante nuove persone, coltivato nuove amicizie e instaurato rapporti che spero e penso proseguiranno sia in ambito umano che economico”.

La strada è ancora lunga da fare, ma si può fare: l’obiettivo di Lordi e del suo tema è di raggiungere il break even point tra il secondo e terzo anno, per poi proseguire l’attività in modo strutturato e facendo leva sulle proprie gambe. Nel frattempo il founder di Cooks Me non esclude la possibilità di prendere parte ad altre startup competition: “ritengo sia importante affrontare un percorso graduale, volto a non compromettere la solidità inizialmente precaria di una startup”.

Di Marta Abbà

 

 

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