LA REPUBBLICA DEGLI STAGISTI, SEMPRE PIU’ (PRO)ATTIVA

repubblica degli stagistiChi è scoraggiato tende ad accettare qualsiasi cosa gli venga proposta, a qualsiasi condizione, nella convinzione che tanto non ci sia da sperare di meglio ma la Repubblica degli Stagisti è stata fondata, 8 anni fa, e tuttora lavora per dimostrare che invece C’è di meglio, che non tutte le aziende sono uguali e che non tutti gli stage sono uguali! Ad affermarlo è proprio chi ha ideato quello che oggi è non solo un sito ma una realtà attiva e proattiva, Eleonora Voltolina.

Oggi la Repubblica degli stagisti conta circa 100mila visitatori unici mensili, 30mila utenti sui social network, tra Facebook e Twitter e oltre 5mila discussioni attive sul suo Forum. Non ha mai ricevuto premi per i suoi scoop, e la fondatrice ammette che ogni tanto si chiede come mai, in compenso, oltre al premio “Natura donna impresa verso expo 2015” per la categoria giornalismo, Voltolina di recente ha ricevuto un Ashoka Fellow.

Ashoka è un progetto che nel mondo intero sostiene gli imprenditori sociali che creano innovazione e incidono, con il loro lavoro, sul mondo circostante, per la Repubblica degli Stagisti è “uno straordinario riconoscimento per quanto fatto in 8 anni, ma soprattutto una formidabile spinta ad andare avanti” anche perché i problemi dei giovani italiani nel momento di ingresso nel mondo del lavoro sono ancora tantissimi.


Il rischio ancora attuale è che “i giovani italiani restino intrappolati nella condizione di PeterPan, senza potersi mantenere attraverso il loro lavoro e senza poter fare dei progetti di vita adulti prima dei 30, a volte 35 anni. Questo è insano e fa male non solo ai giovani, ma a tutta la società”. Voltolina, però, non vede tutto nero, anzi, vede cambiato l’atteggiamento dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro.

Più accorti, usano di più e meglio tutti gli strumenti a loro disposizione per raccogliere informazioni sui settori professionali e sulle singole aziende. Questi, i proattivi, ma c’è anche una fetta di italiani che ha rivisto progressivamente al ribasso le proprie aspettative e parte già sfiduciato, “come se nulla di buono potesse venire dal mondo del lavoro”.

La Repubblica degli Stagisti si rivolge ai giovani, agli stagisti, o agli aspiranti tali, ma non solo. Da sempre si rapporta anche con chi gli stagisti li usa, li sfrutta o li fa crescere: le aziende. Dal 2009 ad oggi il tema dello stage è diventato molto più centrale, secondo Voltolina, “le aziende stanno imparando, quantomeno quelle medio-grandi, che esiste una correlazione tra il loro comportamento con dipendenti o stagisti, e la loro reputazione, come dimostrano chiaramente molti report tra cui il Reputation Institute”.

Anche nelle aziende, come nei giovani, luci e ombre convivono, perché “una grandissima fetta di datori di lavoro non ha cambiato abitudini, e che continua a offrire ai giovani condizioni al massimo ribasso e a comportarsi malamente. E purtroppo non si tratta solo di aziende private, ma spesso e volentieri anche di enti pubblici e associazioni non-profit”.

Anche in questo frangente, c’è chi si è accorto della Repubblica degli Stagisti e, anche grazie al suo lavoro, ha mosso le acque. Per promuovere una cultura di tirocini di qualità negli enti pubblici, da qualche anno è attivo un protocollo tra RDS e Anci, nel 2011 a Milano, Voltolina e il suo tram hanno realizzato la prima mappatura territoriale degli stage, su mandato dell’assessorato al Lavoro e alla formazione guidato da Cristina Tajani. Ed è forse ora di aggiornare i dati, vista la velocità con cui la città cambia.

Tra le partnership strette negli 8 anni di attività, c’è quella recente con Assoconsult, per incentivare le imprese che operano nel campo della consulenza, “un settore estremamente vivace dal punto di vista occupazionale” sottolinea Voltolina che nel suo network può già vantare la presenza di BIP, Mercer, Lattanzio ed Mr Costantino & partners.

Per chiudere il cerchio, e aprire nuove opportunità, anche la partnership con il progetto Maam, ideato da un’altra Ashoka Fellow, Riccarda Zezza, finalizzata a valorizzare la maternità/genitorialità in azienda. RDS e Maam sono progetti in un certo senso complementari, “si rivolgono alle aziende dicendo loro: non trattate giovani e donne bene per essere “buone”, ma perché vi conviene. E’ la logica win-win”.

di Marta Abbà

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