CITYNSIDER, DRITTE PER VIAGGI UNICI

CITYNSIDERSemplificare la vita del viaggiatori, offrendo loro un compagno di viaggio di cui fidarsi come fosse un amico da sempre ma allo stesso tempo affidabile come se, da sempre, abitasse nella città che hanno come meta. E’ l’obiettivo di Citynsider, una startup fondata un paio di anni fa da 6 viaggiatori millensials tutti del 1991, oggi ospitata da Impact Hub Milano e selezionata tra le 20 migliori per partecipare al programma di pre-accelerazione di Fabriq.

Citynsider è una community di giovani viaggiatori che condividono esperienze di viaggio e consigli su città in cui hanno vissuto, è presente in 9 città – Milano, Madrid, Londra, Parigi, Roma, Torino, Berlino, Lisbona e Barcellona – e pronta ad espandersi prima in Europa, e poi negli Usa e in Asia.

Iniziando con i propri guadagni, i 6 fondatori – Alan Ben Seralvo, Emanuele Baroldi, Marta Perovani, Niccolò Bogianchino, Giacomo Colombo e Tommaso Jarach – hanno fondato la società, sviluppando la prima versione del sito. L’estate scorsa hanno poi iniziato con una campagna di crowdfuding su Indiegogo con cui hanno raccolto 10 mila euro, aspettando che la prima versione beta del sito fosse pronta, e a novembre 2016 sono andati ufficialmente online con Milano, Parigi, Madrid e Londra.

La ricerca di fondi continua, “stiamo raccogliendo un seed da alcuni investitori” spiega Baroldi, “l’obiettivo immediato è chiudere questo micro seed per prepararci al meglio per andare ad un primo round fra circa 6-8 mesi”.

Citynsider è una community in continua crescita e ben determinata a “rivoluzionare il modo in cui si scelgono i posti specifici in una città che si sta visitando”. Si vuole distinguere dando “pochi consigli, ma personalizzati e di qualità, in base all’esigenze e caratteristiche dell’utente. Esattamente come quando si chiede consiglio ad un amico che conosce bene sia noi che la città”.

Se ci si sente dei “Citynsiders” ci si può iscrivere da user generico, caricando contenuti che rimarranno solo sul proprio profilo, oppure diventare insider di una città esistente o una nuova. In ogni caso, il team è sempre chiamato ad approvare prima di rendere pubblici i consigli.

Chi si ferma alla consultazione del sito, in cerca di dritte per un viaggio originale e autentico, nella home non ha che da selezionare la propria meta giocando poi con i filtri e le categorie: eat, drink e “gems”, che contiene delle chicche generiche. Per chi, quando torna dai viaggi, non ha voglia di perdersi in chiacchiere e ripetere mille volte i posti consigliati, c’è anche lo spazio per tenere un diario di viaggio personale, lasciando indirizzi e riferimenti per chi ha voglia di seguire le sue orme.

Affinando e testando l’algoritmo per dare consigli sempre più personalizzati, Citynsider avrà certo bisogno di “un front end che aiuti Alan con la parte di sviluppo e altre 1 o 2 persone part time in campi che ci servono”. Intanto, guardandosi attorno, i componenti del team si accorgono che quello di avere consigli mirati e “sperimentati di persona” è un problema diffuso tra viaggiatori di ogni età che desiderano “contenuti di qualità, rapidamente”.

Di Marta Abbà

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