KATIAKI, IL GUARDIANO DEI TEENAGER

katiakiIn lingua maori Katiaki significa “Guardiano” e il suo obiettivo è quello di proteggere i più giovani dagli “attacchi” di Cyberbullismo, hate speech e sexting, è un software online creato quando, sentendo al tg l’ennesimo episodio di bullismo, i suoi fondatori si sono chiesti “cosa si può fare per informare le famiglie nel momento in cui un figlio sta subendo degli attacchi per fare in modo che si possa intervenire prima che sia troppo tardi?”. A raccontarlo è uno di loro, Fabrizio Macchia, oggi COO di Katiaki, una startup incubata in ImpactHub Milano e in Ambasciata Digitale, finalista al premio Social Innovation Tournament 2017 e entrata nella fase di pre-accelerazione FabriQ Acceleration Program 2017.

Utilizzando tecnologie innovative, Katiaki analizza e riconosce modelli di comportamento anomali sui social network di minori e soggetti deboli, che possano far sospettare sia in corso un episodio di cyberbullsimo. Lo stesso vale quando il problema è l’hate speech o il sexting: questa startup affianca i soggetti già attivi su questi temi senza mai sovrapporsi, bensì fornendo loro l’elemento mancante. Vale a dire l’allarme in tempo reale.

Una app on line lo invia ai diretti interessati, ai tutori, quindi, che avranno così tempo per intervenire tempestivamente, e al minore stesso che potrà essere indirizzato verso possibili soluzioni ed educato al problema, con il massimo rispetto della privacy.

Le singole famiglie possono usufruire di Katiaki app mediante un abbonamento annuale/mensile mentre le scuole, con Katiaki Edu, hanno nelle mani uno strumento educativo per sostenere percorsi formativi contro i linguaggi online del cyberbullismo. Parallelamente, questa startup riesce anche fornire statistiche geolocalizzate e suddivise per età e gender alle istituzioni che annualmente sono chiamate a fare un pesante ma importante lavoro di analisi e monitoraggio.

Ad oggi tutti gli investimenti necessari al bootstrapping sono stati tutti sostenuti dai fondatori fino allo sviluppo della versione di test che analizza testi ed immagini collegati a cyber-bullismo, hate speech e sexting ed effettua l’analisi semantica dei testi in italiano ed inglese, ma a breve, spiega Macchia, “verranno attivate campagne di crowdfunding, e sono in corso due diligence da parte di investitori”.

La versione definitiva di Katiaki è prevista entro fine 2017 mentre entro luglio è in programma il passaggio dall’attuale versione alpha alla versione beta che sarà distribuita gratuitamente ad un selezionato gruppo di early adopters. Tra questi ci sono anche associazioni dei Dirigenti Scolastici e Associazioni Familiari con cui sono già stati presi accordi in merito, come conferma l’intero team della startup, composto da 9 persone, con una età media di 32 anni.

Oltre a Macchia, ci sono Paolo Bolpet, Davide Cuttini, Marco Pavan, Dante Degl’Innocenti, Dario De Nart, Giorgia Macchia, Carlo Parolin e Giovanni Tubetti.

Di Marta Abbà

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