COLTO, DA BAMBINO

colto appGiochi online per bambini in età prescolare. Oggi che i giochi on line, per tutti, e gli smartphone in mano ai bambini sono spesso criticati e visti come “pericolosi” c’è una startup che invece li sviluppa e lo fa con successo. Non mancano gli investitori, a Colto, e il rischio è che se ne vada da Milano, la città dove è nata. Il coraggio di lanciarla è però arrivato dall’altra parte del mondo, da una donna che dall’Australia è arrivata in Italia per trovare nuove sfide sia professionali che personali, e nel frattempo imparare l’italiano, lo stile nella moda e il gusto nel cucinare.

Catriona Wallis, CEO della startup Colto, e il suo team composto da ingegneri, ma non solo, sviluppa dei giochi per bambini molto piccoli, ricavando utili solo dalla vendita di contenuti educativi e non di materiali di consumo. Una caratteristica da sottolineare per rassicurare i tanti genitori ed educatori attenti alla sicurezza dei propri figli.

Spesso sono gli stessi che temono di vedere i propri figli diventare smartphone dipendenti già prima di arrivare tra i banchi di scuola. Come spiega Wallis, invece, ciò può accadere se giocano con una tecnologia poco stimolante, ma non con quella di Colto i cui giochi sono progettati prima pensando al divertimento e alla “giocabilità” perché i bambini giocano fino a quando il gioco diventa intuitivo.

Priorità allo svago, quindi, ma con le app di Colto si impara a risolvere i problemi e a socializzare, si sviluppa il pensiero e la capacità di ragionamento e anche le capacità motorie necessarie per crescere e arrivare a scuola pronti e desiderosi di imparare ancora.

All’inizio Wallis si è basata sui gusti e sulle reazioni dei propri figli, in target, interrogandoli anche sui programmi televisivi preferiti, per comprendere come divertire bambini di età prescolare e allo stesso tempo non “ipnotizzarli” ma stimolarli.

Nella storia di Colto, il 2015 è stato un anno fortunato: la CEO ad una fiera a Francoforte ha incontrato il digital director di una grande azienda di riviste per bambini con cui ha poi realizzato una partnership per sviluppare applicazioni per il loro mercato prescolare.

Prima di Colto, e prima della sua vita italiana, Wallis a Sidney ha fatto la reporter e l’annunciatrice televisiva, ha lavorato nel business development per alcuni grandi musei, ha completato poi da Milano il corso CELTA di Cambridge per insegnare l’inglese a studenti di lingua straniera iniziando a insegnare ad adulti e bambini.

Con negli occhi e in mente ancora come si ragiona nella sua terra di origine non può fare a meno di notare come gli investimenti scarseggino, in Italia, e come la burocrazia sia letteralmente incombente. Visto il successo anche internazionale di Colto, c’è da chiedersi se resterà ancora a lungo “based in Milan”.

Di Marta Abbà

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