CODISTI, REGOLARI E REGOLATI

codistaCodista da oltre 3 anni, Giovanni Cafaro oltre ad aver dato a questa nuova professione un contratto collettivo nazionale a chiamata, è riuscito a renderla un possibile sbocco professionale anche per le persona con disabilità. Una vittoria che non resta sulla carta, la sua, perché collaborando con cooperativa sociale Ozanam, impegnata ad accogliere, orientare, formare ed inserire persone svantaggiate, questo intraprendente ex disoccupato ha visto con i propri occhi il primo disabile che ha manifestato la volontà di fare il codista.

“Sono rimasto senza parole per la sorpresa e la gioia nel sentire questa bella richiesta” racconta, fiero che la sua idea del codista risulti sempre più utile e certo che i disabili codisti “possano diventare molto bravi”. Insegnerà loro anche i trucchi su come affrontare al meglio le code, su come relazionarsi con gli uffici pubblici ottenendo informazioni preziose in breve tempo e sempre con la massima professionalità calma e pazienza. Sempre di code si tratta, infatti.

Oggi, formati da Cafaro, ci sono circa 500 codisti in tutta Italia, con tanto di certificato ottenuto a suon di corsi di formazione su skype, ma prima di gennaio 2014 erano zero. Questa professione è nata quando il suo inventore ha perso il lavoro di responsabile marketing e, mentre faceva la cosa in posta, una mattina qualunque, ha pensato: “perché non fare la coda per gli altri per chi non ha tempo o voglia di farla?”.

I suoi clienti sono in genere : imprenditori , aziende , liberi professionisti, dipendenti di aziende, commercianti, caf , sindacati, anziani. E anche i disabili che allo stesso tempo possono diventare a loro volta codisti: tra il personale svantaggiato assunto ad oggi presso la cooperativa Ozanam ce ne sono alcuni che hanno manifestato la volontà di diventare codisti ed è solo l’inizio di una seconda svolta importante di cui Cafaro è il principale artefice. La prima è stata quella che ha dato a chi svolge questa nuova professione un contratto collettivo nazionale a chiamata. Ciò significa che in Italia si può fare il codista con una regolare busta paga come codisti dipendenti, vedendo riconosciuti contributi previdenziali e assicurativi , ferie, permessi e malattia.

“I codisti possono lavorare o come liberi professionisti o dipendenti assunti con il contratto a chiamata, vengono contattato spesso telefonicamente dai clienti, poi li incontrano a casa o in azienda o studio dove avviene il passaggio della documentazione e della delega. “Io e i miei codisti – precisa Cafaro – svolgiamo un servizio completo per i clienti, facendo code ovunque, non solo nella PA, ed effettuando il disbrigo della pratica e la riconsegna del’esito finale positivo. Tutto per 10 euro, in contanti o tramite bonifico, rilasciando ricevuta fiscale o fattura per il cliente”.

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