UNA TANICA CONTRO IL PANICO, DA MINE

bibak 2Sembra una semplice tanica, ma ha all’interno un metal detector, un gpr, una cartuccia di vernice per identificare la mina, un kit di primo soccorso e dell’acqua, si può montare su diversi supporti.

Questo è Bibak, in persiano “Senza paura”, ed è stato ideato dalla startupper Selene Biffi che ha già con successo lanciato altre iniziative sempre a forte impatto sociale. La prima è stata Plain Ink, ma ne sono seguite altre.

Avendo lavorato in Afghanistan e Kosovo, Biffi ha visto con i propri occhi ciò che per molti sono solo dei dati dell’Onu, dati che raccontano come ogni anno le mine causino circa 20 mila tra morti e mutilati e molti sono bambini. Molti terreni ancora inagibili sono lontani, oppure classificati come di bassa priorità, un progetto come Bibak grazie alla tecnologia, mette uno strumento pratico nelle mani delle comunità interessate che direttamente possono convertire le aree, da minate a coltivabili.

Il progetto ideato da Biffi si presenta come una tanica multifunzione che grazie ai sensori sofisticati che custodisce al suo interno, riesce a individuare ordigni che siano di metallo o anche di plastica o di legno. bibak 1Con il nome di Canny, la tanica di Bibak, non abbandona la comunità in cui è approdata una volta convertito il terreno da minato a utilizzabile, resta sul posto per essere riutilizzata, diventando un mezzo per perseguire più velocemente, e concretamente, uno sviluppo economico e sociale. Sì, perché le aree rimaste pericolose per via delle mine, non solo ancora contano i decessi ad esse dovute, ma stanno pagando anche anni e anni di “immobilismo” sia fisico sia psicologico.

La paura di calpestare un ordigno, fa camminare tutti con prudenza, e da adito ad una più generale paura di agire per innescare un processo di rilancio. Bibak, “senza paura”, affronta entrambi questi aspetti con grande praticità, sostenuta dalla tecnologia e da persone come Biffi e il suo team che hanno saputo volgere lo sguardo e la propria energia imprenditoriale anche verso popolazioni che abitano zone ritenute secondarie, a bassa priorità, e quindi non sono inserite in alcun programma di sminamento.

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