KASE, THE FOOD IN A BOX

Rendere più redditizio il trasporto di alimenti reperibili, con una “scatola magica” in grado di mantenere costante la temperatura senza essere alimentata con energia elettrica. Più che uns magia, la scatola in questione è una gran bella idea prodotta dalla startup omonima, Kase, nata meno di un anno fa, al Cern di Ginevra.

“In quel periodo eravamo impegnati in un programma di trasferimento al mondo del business delle tecnologie sviluppate al CERN e siamo stati contattati da un retailer internazionale, che ci ha sottoposto il seguente problema – racconta Francesco Attanasio, scientific leader e co fondatore – riuscire a rendere economicamente sostenibile il servizio della spesa a domicilio”. Accentando la sfida, lui e gli altri due fondatori, Marco Paparo e Dario Cortesi, hanno elaborato Kase.
Il team di questa startup, che recentemente ha partecipato con successo alla Call for Innovation Future Food di Digital Magics in collaborazione con Intesa SanPaolo, resta per ora formato da loro 3: Attansio, 43enne, è un tecnologo alimentare e nutrizionista con backgorund accademico e food innovator per passione, esperto in sicurezza alimentare, Paparo, 23enne, Material Expert, è un ingegnere gestionale esperto in nanomateriali, e Cortesi, 26enne, IoT Expert, è sempre ingegnere ma gestionale, esperto in internet of things.
Il modo inventato dal team per rendere più redditizio il trasporto di alimenti reperibili è quello di inserirli in una smart box (kase), capace di mantenere costante la temperatura al suo interno per molte ore senza somministrazione di energia elettrica (ossia in maniera passiva). Diventa così possibile effettuare la consegna della spesa a temperature più elevate rispetto a quelle di refrigerazione, abbattendo i costi di trasporto.
I primi ad individuare il valore e i vantaggi di Kase sono stati i retailer e le società di logistica che si occupano della consegna della spesa a casa ma l’idea inizia ad attirare anche società di catering e aziende che producono pranzi già pronti. Potenziali utenti di Kase sono anche quelle aziende alimentari che hanno la necessità di mantenere i cibi a determinate temperature per periodi molto lunghi.   
In questi giorni i fondatori stanno per concludere il primo contratto di fornitura con il primo cliente, “ma già ci autososteniamo” spiegano: “il progetto è stato sviluppato adottando la metodologia Lean startup“. Entro due anni l’obiettivo è quello di diventare leader nel mercato italiano, entro un anno quello di iniziare l’espansione ai mercati europei.
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