LETTORI AGILI, CON READRUNNER

readRunner cover

Far leggere meglio e più velocemente dei lettori che hanno difficoltà, con “un simpatico giochino che nasconde degli ingranaggi molto sofisticati”, un “giochino” che si chiama ReadRunner in omaggio ai cartoni animati della WarnerBros come lo è il logo: un galletto che corre. Si tratta del primo prodotto della startup Bee3ee, a sua volta così battezzata “perché siamo 3 soci, perché si legge male e noi facciamo cose per chi ha difficoltà di lettura e il nostro payoff è if you read it wrong, you’re right”.

A spiegare nomi è progetti, presenti e futuri, è Remo Ricchetti, uno dei tre fondatori, quello che un giorno, guardando tutti quegli oggetti molto sofisticati che ciascuno ha in tasca e in mano, si è chiesto perché i telefonini, così pieni di sensori e con capacità di calcolo elevate, non potessero diventare strumenti di riabilitazione personale nella vita quotidiana.

Dopo una prima fase di lavoro gomito a gomito con un gruppo di medici della clinica di neuro-riabilitazione dell’Università di Pisa, Ricchetti e i suoi soci Gabriella Brodi ed Eyal Fried, hanno individuato nella dislessia un primo campo di applicazione. Bee3ee è nata più tardi, a marzo 2015, con la vittoria di un bando europeo che ha permesso di coinvolgere altre persone e lanciare ReadRunner.

Il compito di questa app con la faccia da galletto è quello di “rendere più facile la lettura a chi ha difficoltà con le parole: serve per mettere i testi sullo schermo dello smartphone e a leggerli in modo naturale e nuovo. Non legge per te ma ti aiuta a leggere, così recuperi il piacere di una attività che ti fa crescere” spiega Ricchetti.

ReadRunnner si rivolge ai bambini dagli 8-14 anni con difficoltà di lettura e i bisogni specifici dell’apprendimento (BSA), indicando loro una via diversa per il recupero dell’autonomia e dell’autostima.“Non vuole essere un dispositivo medicale: ReadRunner punta all’inclusione sociale di soggetti capaci ed intelligenti ma a rischio di emarginazione scolastica e quindi sociale ed economica” precisano i tre soci guardando al futuro prossimo del loro progetto, quando questa app diventerà “un sistema personale di accesso ai contenuti testuali o di linguaggi differenti, la musica ad esempio”.

Oggi il team di startupper sta lavorando per completare il lavoro sui teen-ager e preparare versioni diverse per età diverse, dal liceo alla terza età. E’ poi pronta anche una piattaforma multilingua per gestire testi in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo: “ci piacerebbe spostarci fin da subito verso l’estero perché l’obiettivo principale del 2016 è di essere presenti sugli stores iOS, Android e raggiungere una quota parte del nostro mercato potenziale che in Italia è di circa 150mila utenti. Di nicchia, quindi, e per giunta presidiato da soggetti di lunga esperienza”.

“Al momento Bee3ee non è ancora in grado di pagare i nostri stipendi” testimonia Ricchetti: tutti, infatti, nel team hanno un altro lavoro principale, in parte ciò è dovuto al fatto che il mercato in cui prodotti come ReadRunner si inserisce, è ancora piuttosto conservativo. Questo parlando di Italia, a sentire Ricchetti, che infatti ha in mente di usare la patria come “banco di prova” per spostarsi in “lande” più interessanti. Gli USA, ad esempio, dove, fra l’altro, risiede Gabriella Brodi mentre Ricchietti è a Milano e Eyal Fried a Tel Aviv.

Milano, per lo meno in Italia, resta “sicuramente il posto giusto per far succedere le cose. Ci sono moltissime occasioni, anche troppe, anche un po’ sterili talvolta. Le vedo come palestre, ma l’ambiente è incoraggiante, crea davvero un effetto di incubazione. Incita a fare meglio”. Non solo Milano è incoraggiante, con ReadRunner: “i primi segnali sono incoraggianti, i ragazzi accettano volentieri ReadRunner, lo trovano un modo diverso di leggere e capiscono che ce la fanno”.

Durante una presentazione in una scuola a novembre scorso, Luigi, 12 anni e una forma piuttosto pronunciata di dislessia ha voluto provare ReadRunner sul telefono di Ricchetti: “ha letto ad alta voce di fronte ad una platea di circa 80 persone. Questo ci ha fatto pensare che forse siamo sulla strada buona”. 

Ancora un minuto, per il video “ReadRunner in a minute”, appunto.

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