LA RICONVERSIONE DELL’AUTO

Schermata del 2016-06-03 10:44:20

Per “chiudere il cerchio ‘magico’ un giorno Luca Secco ha deciso di produrre la “benzina” solare anche minimizzando l’energia in eccesso che cedeva in rete, qualcuno già lo faceva installando in cantina un sistema di accumulo costoso ed ingombrante, lui ha pensato che uno “storage” con le ruote, un’auto, potesse essere molto meglio. Ed ecco DriWe, la non prima ma geniale e green startup nata da un team di persone che, come Secco, da diversi anni si occupa di mobilità elettrica.

Lanciata la startup “madre”, TakeIntoInnoVation TIV srl, e “messa su una casa di legno prefabbricata, senza gas, alimentata da solare termico e fotovoltaico”, a Secco mancava un passo per completare il quadro. Proprio con DriWe ci è riuscito, trovando per giunta il modo di non investire in un’auto nuova trasformando invece auto usate in elettriche per poi estendere a tutti, famiglie ed aziende, la sua idea, tramite un processo di “incubazione pre-industriale”.
Famiglie e aziende, perché questa startup che ha a cuore l’ambiente, ha una proposta per entrambi. Per i “privati” “progettiamo, forniamo ed installiamo un sistema completo che genera energia solare sufficiente a produrre litri ‘di sole’ elettrici per percorrere più di 15.000 km/anno – spiega Secco – è poi corredato di centraline intelligenti di distribuzione e gestione dell’energia per l’abitazione con prese intelligenti e punto di ricarica delle auto gestibile gratuitamente o anche con coupon o carta di credito attraverso lo smartphone. Il tutto volendo corredato dalla trasformazione dell’auto a benzina in 100% elettrica”.Schermata del 2016-06-03 10:44:201 Simile come concetto è ciò che anche aziende e soggetti commerciali/industriali possono trovare in DriWe ma con la possibilità di integrare flotte aziendali e gestire gruppi di utenze anche complessi. Per aziende, Comuni, Hotel, realtà turistiche, ad esempio, la proposta di DriWe comprende anche la gestione tecnica ed amministrativa e la vendita delle ricariche su larga scala.
Dopo 15 anni dedicati alle tecnologie per la produzione di energia pulita, ora Secco e il co fondatore di DriWe Alessandro Marsilio hanno come obiettivo quello di accelerare la comprensione “di quanto e come questa soluzione vincente può cambiare anche il nostro modo di vivere l’automobile e il muoversi nelle città”. Missione non facile, almeno in Italia non lo è, perché ci si scontra con “diffidenza, inerzia al cambiamento e difficoltà di credito bancario”. Si tiene duro, a DriWe, forti delle esperienze pionieristiche internazionali e consapevoli che si stanno smuovendo alcune dinamiche bancarie. I due fondatori non sono startupper di primo pelo e sanno anche che “nel momento in cui vieni apprezzato su terreni come Londra, poi gli esterofili italiani si accorgono che il vicino di casa ha qualcosa di intelligente per le mani”. Non è un caso, quindi, che abbiano presentato il loro progetto a SmartMobility World, presso l’autodromo di Monza, e a Londra riscuotendo attenzione da advisor ed interlocutori internazionali che, a quanto hanno potuto constatare, “valutano l’Italia come fonte low cost di grandi potenziali di sviluppo tecnologico e di competenze umane”.
Spesso sono in giro, Secco e Marsilio, ma quando passano da Milano “la troviamo molto predisposta all’innovazione e già dotata realtà adeguate ai percorsi internazionali come DigitalMagics e TalentGarden. Ma la finanza vera ancora non è entrata in gioco con volumi comparabili all’estero”. Con questo, il capoluogo lombardo resta la sede più pulsante e vivace, con le sue molte iniziative, “a volte sovrapposte”. Più che di eventi e di occasioni, è un problema di mentalità: “in Italia, anche a Milano, lo startupper viene ancora prevalentemente considerato il ragazzo da garage con la app. Invece, soprattutto quando vuoi realizzare integrazione di sistemi complessi e produzione, è qualcosa di ben diverso”.

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