SALOTTI SARTORIALI

Schermata del 2016-05-11 11:42:33

Amanti di piaceri vintage e contemporaneamente à la page che aspettano le pellicole del Sundance Festival e delle kermesse d’essai per andare al cinema e che in sala di certo non mangiano popcorn bensì variopinti macaron, sfoggiando gioiellini démodé e abiti rispolverati dal baule della nonna. E rincasando fischettano melodie tratte da vecchi vinili per poi buttarsi su un divano a sfogliare pagine ingiallite dove hanno riposto, nel tempo, fiori secchi da conservare. Ecco l’identikit preciso e quasi esclusivo del target di un progetto non certo per gente qualunque. Altrimenti che “salotti” sarebbero?”. Quelli di Filogramma, sono salotti sartoriali, dove la couture si fa conviviale, sono “happening sartistici” per cui ci vogliono anfitrioni ad hoc.

L’idea è di Camilla Sernagiotto, che “non sa nemmeno rammendare un calzino” ma lavora da sempre con trame e fili del discorso, come scrittrice. Volendo dare vita a una nuova esperienza di moda simposiaca, da gustare assieme alle amiche nel proprio soggiorno di casa, ha coinvolto le sue tre zie materne, sarte, le sorelle Raffaella, Rina e Franca Menna, in un progetto esclusivamente femminile, fatto da donne per donne. Il nome “Filogramma” vien da sé: è la parola che indica l’albero genealogico delle specie, e in questo progetto resta tutto in famiglia, una famiglia che si allarga e si accomoda nel salotto dell’anfitrione di turno approfittando, per andare in scena, della collaborazione non consanguinea di una fashion designer, di un’attrice e di una modella.
Per saperne di più, per invitare questo gruppo demodé, defilé, vintage e senza dubbio lontano da ogni cliché, basta consultare il sito filogramma.com. Senza voler togliere la sorpresa a nessuno ma non si può non anticipare l’identità dei veri protagonisti dell’happening. Saranno otto vestiti ispirati a film d’essai: Rebecca, Carlotta, Sandra, Amelia, India, Susanna, Sara e Mariarosa. Si tratta di pellicole mai eslicitamente citate ma il cui titolo viene solo suggerito con tre piccoli simboli deliziosamente ricamati su ciascun vestito come fosse un rebus da risolvere. Ma non se ne ha tempo, con Filogramma, perché la serata trascorre veloce e sorprende per come fa sentire chiunque a proprio agio. Per far sì che ogni salotto sartoriale risulti una esperienza unica e irripetibile, realizzato soltanto per le committenti, come cucito addosso, Sernagiotto si è inventata un questionario. “Serve anche a capire se il Salotto Sartoriale fa per voi e se voi siete da Salotto Sartoriale” spiega, e poi con le domande, in un fuoco di fila, indaga nel passato e nei sogni di ciascun aspirante anfitrione. Sogni nel cassetto, libri sul comodino, segnalibri, accessori: tutte informazioni preziose per chi sa tessere storie su commissione e che ne creerà una ogni volta che Filogramma verrà richiesto in via tal dei tali, dalla signorina tal dei tali. Non una qualunque, però, perché prima ancora che a lei piaccia l’happening, è necessario che a Filogramma piacciano lei e le risposte che ha dato. D’altronde, l’haute couture, pur conviviale che si voglia far passare, con un po’ con la puzza sotto il naso resta.

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