EMMAT, DA LIBRO A BRAND

Schermata del 2016-05-04 10:18:22Un romanzo, diventato non solo “un caso” ma anche “un progetto di personal branding e di web marketing”, e non adesso, che lo fanno tutti. Ora lei è già al secondo volume e naviga verso nuovi orizzonti. Si chiama Erica Vagliengo, e assieme alla sua eroina Emma Travet, ha iniziato iniziato la sua avventura nel 2007. Oggi persegue sogni e obiettivi con la scadenza annuale di chi ha i piedi per terra, e una famiglia con due figli piccoli da gestire. Nel 2014 “mi sono data due anni di tempo per realizzare il mio business legato al nuovo romanzo, al personaggio di Emma Travet. O la va o la spacca” spiega questa 39enne piemontese che, con il suo alter ego Emma T, ammicca, ambisce e visita spesso Milano.

Da perfetta modaiola, da giovane in cerca di successo, da ragazza che si vuole divertire nella città dove, più di altrove in Italia, i sogni ogni tanto si avverano. Per il sogno che Vagliengo sta costruendo passo dopo passo bisogna tornare a quando “ho deciso che avrei scritto il mio primo romanzo e che la mia eroina si sarebbe chiamata Emma Travet”. E’ una giornalista di provincia con un grande sogno, “Voglio scrivere per Vanity Fair: precaria sì, ma con stile” come spiega il titolo del romanzo e il sito dedicato. Quello di Vagliengo non è un romanzo qualsiasi, da sfogliare semplicemente:  contiene una storia coinvolgente e frizzante, sì, ma anche un progetto di personal branding e web marketing tuttora vivo e sempre più ricco. Iniziando con Myspace, infatti, l’autrice-startupper si è allargata fino al nuovo e molto “teen” Snapchat, non tralasciando “stickers appiccicati in mezzo mondo e i video quotidiani su Facebook”, rivolgendosi soprattutto alle ex bambine anni ’80 ormai cresciute ma capaci di appassionarsi quasi infantilmente di Emma Travet. Schermata del 2016-05-04 10:18:222Questa eroina quotidiana piace molto, perché “è una giovane determinata, ha un grande sogno e fa di tutto per raggiungerlo-spiega Erica- Nella precarietà con stile, concedendosi piccoli lussi quotidiani e mostrandosi in grado di fronteggiare le nevrosi proprie e altrui con tanta ironia”. Tante fan sono di Milano e dintorni, forse anche perché la città è al centro dei sogni della protagonista del libro: nel primo romanzo un intero capitolo si svolge durante la Fashion Week, nel volume in arrivo è la prima città che si incontra e resta presente come sfondo romantico in tutti gli incontri di Emma con il suo Fabrizio. Vagliengo dal vicino Piemonte non disdegna mai di fare un salto a Milano, “una città che si svela solo a chi la vuole conoscere. Io ho potuto vedere e vivere una città affascinante solo grazie alle uscite con amiche del posto”.
Dopo l’uscita del romanzo, nel 2010, Emma ha portato Erica sempre più spesso a Milano ma anche a Roma, al Festival del giornalismo di Perugia e addirittura a NY “a parlare del lato imprenditoriale del progetto”, lato che si è sviluppato mese dopo mese, di città in città e soprattutto di “click” in “click”. Romanzo di carta a parte,infatti, oggi c’è un ebook con collegamenti iperstestuali che rimandano ai due negozietti on line – “uno su Blomming, con il merchandising di Emmat e l’altro su Depop, dove vendo abiti e accessori vintage”- esistono poi la versione in americano auto pubblicata su Amazon e due blog. Tutto mantenuto attivo dalle due sole mani di questa 39enne che, crescendo nel frattempo due figli, aiutata da marito e genitori, si dedica alla ricerca di sponsor e alle presentazioni in programma, rilasciando interviste e organizzando eventi in Italia e a New York. Un incastro acrobatico e “La scena emblematica si ripete ogni mattina tra le 7.30 e le 8.30, quando si fa colazione, ci si prepara per andare a scuola, mentre il mini hooligan urla come un ossesso. Andando a dormire sempre tardi, odio il mattino, e di conseguenza mal sopporto i risvegli quotidiani con urla”. Eppure c’è in ballo la liquidazione ottenuta dopo aver lavorato per diversi anni nel campo dei fondi nel 2014: questa startupper scrittrice l’ha investita tutta, aggiungendovi i suoi risparmi, nel progetto Emma T “per farlo evolvere: rifacendo i siti, seguendo corsi di personal branding e di web marketing on line, leggendo i libri di personaggi ormai diventati storia per la loro strategia sul web”.
In questo ultimo anno a disposizione per vedere se Emmat decolla, Erica sta scrivendo il seguito del romanzo, gira i video, segue i social creando ogni giorno nuovi contenuti, tiene la sua mailing list, vende su Depop e organizza eventi. In autunno tra un volo a Londra e un tuffo a Capri, tornerà anche a Milano. La parte più difficile resta non lo svelgiarsi al mattino “ con le urla”, ma cercare gli sponsor. “E’ molto ma molto dura” spiega, ma intanto ha già il “sì” di Albergian (marmellatine fragole&rabarbaro), di Baratti&Milano (cioccolatini), della Cantina Barbera e di The Cotton Bird (abiti e accessori). Non sazia, continua a “coinvolgere persone visionarie ma con i piedi per terra, che guardano avanti convinti a sostenere il mio progetto perché ci credono fino in fondo”. C’è chi la considera una sognatrice visionaria, lei si definisce “una visionaria con i piedi per terra, un’inguaribile ottimista ma che, se sposa una causa, non demorde mai e fa di tutto per portarla avanti”. Il suo motto è “il meglio deve ancora venire” e la cosa di cui va più fiera è questa: “tutto è iniziato nel lontanissimo 2007. Sono passati quasi dieci anni e io sono ancora qui. Con Emma”. Qui, e anche a Milano, una città che a persone intraprendenti come Erica Vagliengo, sa riservare accoglienze speciali.

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