ATELIER SOSTENIBILE

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Le stoffe sono così belle che anche gli scarti hanno nuova vita”. Infatti oltre ai vestiti per le donne che cercano qualcosa di ricercato, ecco anche spille, clips per scarpe, cinture e bordure dei vestiti, perché “Tutto può essere riusato e ripensato”. E’ quello che pensano e che hanno realizzato sotto il loro personale brand le tre sorelle Paglia. Milanesi, una architetto, una fashion designer e, la minore, graphic design, Francesca, Margherita e Giulia, 38, 31 e 22 anni, sono i tre volti del marchio di moda “eco-chic” che permette di toccare con mano, nell’atelier di via Bartolini 20, come sostenibilità, etica, bellezza ed eleganza possono andare d’accordo.
Già meritevole di speciale menzione per il Grandesign Etico Award 2012, il loro brand è nato come una scommessa personale delle tre giovani, sulla propria creatività, oltre che sulla propria tenacia. Così “abbiamo iniziato a lavorare a un progetto di moda e accessori puntando sull’artigianalità del fare, ritirando pezze di fine serie di grandi industrie tessili del nord Italia e creando con esse delle piccole collezioni di abbigliamento: camicie, gonne e cappotti” raccontano, mentre nelle loro collezioni è insospettabile l’origine dai “fine serie” per la finezza del risultato.
12800246_783930171739958_2245853144206894522_nPuntano sull’originalità “non solo per le forme ma anche per i materiali” infatti, anche perché grazie a questa modalità di ritiro dei fine serie, volenti o nolenti, si trovano a dover creare con tessuti che variano continuamente anche all’interno dello stesso progetto. Niente panico, anzi, le tre sorelle davanti a questa imprevedibilità diventano ancora più creative e con gli scarti di lavorazione creano gli accessori: “così nulla va perduto”.
Il loro target, milanese ma non solo, è la donna over 35, in carriera, che cerca dei capi speciali. “Di solito le nostre clienti sono signore che hanno una cultura del tessuto e apprezzano il dettaglio particolare – raccontano – le accogliamo nel nostro showroom in zona Piazza Firenze. Sicuramente la difficoltà più grande è stata farsi conoscere, partendo da zero, ma ora ci stiamo situando in una nicchia di clienti fedeli che apprezzano e ricercano un prodotto speciale e unico”.
Affianco a Francesca, Margherita e Giulia oltre ai laboratori con cui collaborano per la confezione, c’è anche la madre “che ci aiuta a coordinare tutta questa attività” anche perché è la loro secondaria e “forse lo resterà ancora un po’: ci interessa viverla come esperienza di ricerca e creatività. Crescere troppo significherebbe snaturala”.
Paglia Milano resta quindi un vivace e fiero brand nel mondo della moda milanese in cui, da realtà indipendente, si trova “molto bene: è un ambiente molto fresco e collaborativo. Partecipando a temporary shop e fiere di settore, abbiamo conosciuto molte realtà con le quali ci ritroviamo a condividere gli eventi”. A Milano, al di là delle settimane della moda “ufficiali” ci sono infatti “tantissime possibilità di tutti i generi e i livelli. Occorre capire dove posizionarsi… e questo non sempre é facilissimo. Sicuramente l’abbondanza di proposte aiuta”. Nei prossimi mesi, però, l’idea, e la prima voce della to do list, è “migliorare la nostra comunicazione on line ed estendere la nostra rete vendita. E trovare sempre di piu’ negozi o concept store dove la filosofia che ci contraddistingue sia apprezzata”. “Vorremmo partire con un lavoro di storytelling su facebook e Pinterest” aggiungono. “La nostra realtà va molto raccontata”.

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