LA LIBRERIA NELL’APP

Schermata del 2016-03-26 11:38:09

Chi entra nelle librerie grandi, spesso non compra per mancanza di informazioni, addirittura c’è chi vuole un libro e, pur avendolo davanti al naso, non lo nota ed esce a mani vuote magari sbuffando. Nelle piccole chi entra, quasi sempre compra, ma entrano in pochi. Un paradosso letterario ed editoriale a cui si sono trovati davanti i due creatori di Libricity. Invece di sorridere amareggiati, pensado “chi ha il pane non hai denti” hanno deciso di provare a risolverlo mettendo in campo astuzia e tecnologia, e creando innovazione. Così a marzo 2015 da un designer veneziano, Adriano Guarnieri, e da un matematico milanese, Lorenzo Losa, sulla soglia dei 30 anni entrambi, è nata la startup Libricity che ha già conquistato l’appoggio di 3 “editori illuminati”- Marcos y Marcos, il Saggiatore e Iperborea – e che nel 2016 ha promesso di “mettere in contatto eventi, libri e librerie in modo da rendere ciascuno il punto di accesso per gli altri”.
Libricity è una app rivolta per lo più a lettori forti che vivono in una città con almeno 5 o 6 librerie fisiche. Propone di esplorare i vari cataloghi da smartphone, senza scarpinare e chiedere “porta a porta”, ma soprattutto di scoprire con un click in che libreria della città possono trovare il libro cercato di volta in volta. “L’idea è nata dopo una serie di interviste fatte ai lettori. Dentro le librerie per capire come si muovessero e quali fossero i loro pensieri, gli obiettivi e le difficoltà – ha spiegato Guarnieri – a chi vedevamo in strada con un libro, invece, abbiamo chiesto come lo aveva scoperto e se conoscesse in generale l’ecosistema di librerie della città”.
I due startupper hanno compreso che mancava “una piattaforma di ricerca per titolo o per autore, per selezionare un libro e geolocalizzare la libreria che lo ha immediatamente disponibile”. È esattamente ciò che oggi è Libricity, aggiornata ogni giorno sui titoli presenti negli scaffali delle librerie così da permettere al lettore uscite-acquisto mirate.
“Sfruttare il digitale per migliorare la possibilità di esplorare i cataloghi delle librerie fisiche pensiamo sia un ottimo modo di esaltare l’enorme bibliodiversità presente ma ancora inaccessibile delle librerie italiane, molto maggiore rispetto all’offerta di qualunque store online – raccontano i due soci – una libreria piccola ha una quantità enorme di merce a volte impossibile da mostrare interamente: la cosa migliore sarebbe riuscire a fornire, ad ogni lettore che entra, una selezione ‘personalizzata’ dei 100 titoli che possono interessargli”. E’ qui che la tecnologia entra in gioco, grazie a Libricity, vincente perché non ha vincoli fisici e può accostare libri diversi per i più vari motivi. Stesso autore, stesso tema, stessa collana, a seconda dei percorsi consapevoli, e non, che ogni lettore costruisce nel panorama di titoli offerti.
La tecnologia aiuta, quindi, ma può anche spaventare: Libricity sta fronteggiando “la lentezza dei librai nel provare soluzioni innovative, oltretutto non abituati a condividere tra loro e a lavorare insieme”. Un’altra difficoltà è legata alla piccola dimensione del mercato. Tutto ciò rende il mondo delle librerie molto complicato da innovare.
Difficile ma non impossibile, e i due startupper sono incoraggiati dal fatto che a Milano – “dato interessante” – su 10 utenti 7 comprano il libro dopo averlo cercato in libricity: “il 70% di acquisti è un buon indicatore che ci fa ben sperare. Un altro dato interessante é la sovrapposizione tra cataloghi, quanti libri esistono in più librerie: la media é del 10% per cui 1 su 10 si trova anche in altre librerie; una media molto bassa considerando che comunque abbiamo anche la Hoepli che partecipa”.
Determinati ad essere determinanti nel futuro delle librerie, Guarnieri e Losa hanno già steso accordi con i gestionali WinVaria e Decalibro per il trasferimento dei dati, collaborano Marco Zapparoli, “nostro fan”, oltre che con 3 editori illuminati (il Saggiatore, Marcos y Marcos, Iperborea) a cui si aspettano se ne aggiungano altri.
Non hanno competitors con cui sgomitare, ad oggi, a livello nazionale, se non “un altro progetto che fa la stessa cosa ma dedicato solamente agli indipendenti. Noi siamo aperti anche alle catene – ha chiarito Guarnieri – perché per noi la cosa piú importante é offrire un buon servizio al lettore e poi sará lui a decidere”.

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