GOBIMBO

Schermata del 2016-03-23 10:15:44

“Tutto questo lavoro è meglio farlo fare agli algoritmi invece di perdere tempo inutilmente noi umani!”. In tempi in cui c’è chi trema all’idea che i robot ci rubino il posto di lavoro, una startup come GoBimbo delega “alle macchine” il lavoraccio e le sfrutta creando uno strumento utile e utilizzabile da genitori. Ma anche zii, nonni, baby sitter. Ovunque si trovino, con l’app creata dal team di GoBimbo, potranno avere informazioni utili su cosa fare, dove andare con i propri bambini, o quelli affidati loro, già filtrati secondo le esigenze del caso.

Già presente a Milano, Roma, Torino, Monza e Varese, il servizio nel 2016 verrà qui consolidato puntando anche alla conquista di altre città. A spiegarlo è Ljuba Safaric che, assieme alle compagne di avventura Nicole, Carlotta e Raffaella, si occupa di controllare i contenuti e di supportare le strutture. “La parte di sviluppo ha tinte azzurre, invece: lato ‘mobile’ ci sono Mauro e Luca che si occupano delle versioni Apple e Android, ma il cuore del sistema è sempre rosa e tutto il backend è gestito da Antonella” racconta la startupper circondata da un team sui 35-40 anni.
GoBimbo si chiama GoBimbo perché “è un nome inusuale e non ricalca nessuna strada già battuta da altri. E poi coniuga italianità e internazionalità: noi ci rivolgiamo ad entrambi i pubblici” mirando ad offrire il più presto possibile la mappatura di tutta l’Italia, “così da permettere ai genitori di avere uno strumento utile e utilizzabile ovunque si trovino, anche in vacanza”. L’idea, però, è nata in un contesto quotidiano, per esigenze pragmaticamente cittadine emerse quando la stessa Safaric è diventata mamma. Lei stessa racconta di essersi trovata “a lottare contro la giungla di informazioni da ricercare e poi filtrare, per conoscere le iniziative e gli eventi per bambini”. Altro che congedo maternità o momenti di relax con i figli: era più pesante di un lavoro d’ufficio, “più lungo e impegnativo di quanto uno si immagini”. Come spesso accade, ciò che serve e non esiste, lo si crea, ed ecco che la neo mamma con il suo team ha creato un’app “che mi dia, quando mi serve, risultati su mappa e già filtrati secondo le mie esigenze”.
Creato GoBimbo, “inaspettatamente abbiamo incontrato maggiori difficoltà a far capire l’efficacia del servizio alle strutture e agli organizzatori di attività rivolte ai bambini e famiglie. In verità possono inserire in autonomia e promuovere le proprie iniziative giornaliere gratuitamente con noi,   ma spesso si registravano e poi non utilizzavano la piattaforma per promuoversi” racconta Safaric, senza spiegarselo. Al confronto, dimostrare l’utilità del servizio ai genitori è stata una passeggiata: il bisogno da cui è nata l’app si è rivelato molto comune e i downloads sono cresciuti in modo esponenziale fin da subito. Oggi sono quasi 16.000, dopo un anno di vita, “e abbiamo più di 1.300 ricerche al giorno. Finalmente anche le strutture stanno iniziando a sfruttare le potenzialità del canale, tuttavia potrebbero farlo ancora di più, ottenendo risultati ancora migliori”.
Quando il trend migliorerà, sarà ancora più “GoBimbo” sia per i genitori, che avranno una panoramica più completa delle iniziative intorno a loro, sia per le strutture, che aumenteranno la propria visibilità, quella che spesso oggi non riescono ad avere con i canali tradizionali.
Ad oggi Facebook resta miglior mezzo per promuovere un servizio così, a detta di questi startupper che notano come molte mamme si ritrovano, si confrontano e quando trovano un servizio utile come GoBimbo fanno un grande passaparola tra di loro su bacheca FB. E poi c’è Milano, come base, “una città che offre tantissime opportunità, molto dinamica sotto il profilo dei servizi alle startup”. GoBimbo, ad esempio, ha vinto un bando ed è nata grazie al supporto di FabriQ, incubatore a vocazione sociale del Comune di Milano. “E’ importante il confronto con altre startup e il supporto che può arrivare dall’esterno -commenta Safaric – perchè essere startuppari non è per nulla semplice!”

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