L’INNOVAZIONE DELLE PICCOLE COSE

Schermata del 2016-03-10 15:53:481“Creare un’azienda da zero, vedere nascere un’organizzazione, dei prodotti, una clientela è un’emozione enorme” ed affatto banale anche se BANALE si chiama il progetto del milanese Tommaso Puccioni, 34 anni, e del varesino Stefano Bossi, 35 anni. Tutto si spiega quando raccontano che “BANALE vuole fare innovazione su prodotti che nessuno oggi osa veramente toccare, perché quotidiani. Ci sentiamo dei pionieri, tutte le nostre proposte si discosteranno da quello che il mercato offre oggi. E Milano, avanguardia di ogni rivoluzione nel nostro paese, non può che essere il nostro bozzolo”.

Il primo prodotto di questi startupper è Toothbrush, uno spazzolino portatile con dentifricio incorporato per tutti quelli che passano la propria vita fuori casa tra lavoro, viaggi e vita notturna. “Gli spazzolini portatili tradizionalmente sono prodotti poveri, scomodi e con poca dignità – spiega Puccioni – noi vogliamo elevare tecnicamente e stilisticamente un prodotto che nella contemporaneità ha potenzialmente una grande importanza”. Lo spazzolino è solo un esempio di un un oggetto pensato da BANALE come accessorio personale che segue il proprietario nella sua vita fuori casa, è il primo “personal – toy di BANALE al quale ne seguiranno altri 3 nel 2016, quello di marzo verte su un tema di grandissima attualità: l’inquinamento atmosferico. Ma dalla prossima primavera ampliamo la distribuzione in tutta Europa inserendo nuovi prodotti, l’obiettivo commerciale è in questa direzione”. Intanto Toothbrush è in vendita da tre mesi in più di 50 negozi in tutta Italia, anche in Mondadori, Coin e in tutti i più importanti design store d’Italia oltre che online su banale.com e sui principali e-commerce di design e fashion.
Schermata del 2016-03-10 15:53:48Il progetto BANALE è nato nel 2014 sui banchi di un EMBA del Politecnico di Milano quando i due giovani fondatori hanno “annusato” l’opportunità di reinventare, nello stile e nella funzionalità, quelli che oggi sono considerati semplici oggetti di uso quotidiano “per renderli vicini ai gusti e alle abitudini di vita delle persone. Una ricerca solo apparentemente banale”. Oggi l’azienda impiega full time 6 persone: oltre a Puccioni e Bossi ci sono anche due designer (Filippo Biagi, 35enne di Firenze, e Marta Azzolin, 23enne di Milano), un finance manager di Cagliari, Davide Etzi, 40enne, e Luca Imbrici, 29enne esperto di marketing, da Terni.
Come start up di prodotto e a vocazione industriale, BANALE è una realtà poco frequente e molto coraggiosa, “richiede ingenti investimenti e si porta dietro una notevole complessità gestionale – spiegano i fondatori – reperire i capitali ha richiesto tempo ma dopo mesi di corteggiamento abbiamo trovato quegli investitori privati e quelle banche che ci hanno dato fiducia finanziandoci con più di 1.3M di euro. Un’altra difficile sfida, ma vinta, è stata il radunare tutte le expertise necessarie e attorno ad un progetto comune molto sfidante”.

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