UN ABBRACCIO PER DONARE

Schermata del 2016-02-26 10:26:41

“Hug” l’hanno chiamata, abbraccio, perchè con questa app donare è semplice, facile e spontaneo “proprio come un abbraccio”. Hug – tap to donate è infatti la prima app di mobile giving per smartphone e tablet in Italia e l’hanno creata tre giovani innovative di 32, 30 e 28 anni: Alice Corinaldi, la director milanese, Francesca Bonzanigo, esperta in Non Profit e Corporate Partnership, da Como, e, da Cella Monte, Alessandria, Martina Arditi che in questa startup lanciata a settembre 2015 si occupa di Pr e Digital Marketing.

L’idea è nata dal desiderio di “offrire un nuovo canale di raccolta fondi al mondo solidale, sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia mobile – spiega Corinaldi – con la nostra app privati e aziende possono effettuare donazioni per sostenere i progetti di ONLUS in modo sicuro, veloce e trasparente, in qualunque momento ed in qualsiasi luogo, tramite smartphone o tablet”.
Disponibile gratuitamente da Google Play o App Store, una volta scaricata sul proprio dispositivo chiede di scegliere il progetto che si vuole sostenere e poi in pochi “tap” il gesto è fatto, con l’importo desiderato. Nella rosa di beneficiari ci sono solo realtà che comunicano in maniera trasparente il proprio operato, sottopongono il bilancio a revisione contabile e destinano non meno del 70% dei fondi raccolti all’attività istituzionale. Non contente del livello di trasparenza così ottenuto, le tre startupper hanno studiato il proprio progetto in modo che il donatore possa chiedere di essere aggiornato sul progetto e sull’impatto sociale generato”.
“Ciò che ci contraddistingue è la tracciabilità della donazione: l’utente dona a progetti concreti di ONLUS individuate per la trasparenza e efficienza e viene aggiornato, se lo desidera, sulla loro realizzazione. Con noi sa sempre dove vanno a finire i suoi soldi”. Un meccanismo utile e virtuoso, ma affatto facile da realizzare tanto che le prime difficoltà sono state proprio quelle tecniche “per tradurre la complessità del nostro progetto in un’app veloce e facilmente utilizzabile per il pubblico, e donazione in totale sicurezza”. Arduo è stato ed é tuttora a volte anche “comunicare la forte componente di innovazione tecnologica non ancora pienamente affrontata dal terzo settore”.
I primi mesi hanno visto concludersi tre progetti con ottimi risultati di raccolta fondi, rispettivamente a favore di Medici con l’Africa Cuamm, Terre des Hommes e Associazione CAF e man mano si stanno avvicinando altre realtà del settore. Certo Milano “è sicuramente un ambiente molto stimolante per HUG, qui possiamo incontrare e confrontarci con diverse realtà a forte tasso di innovazione”. Se all’inizio è stato grazie a due soci che le idee delle tre giovani hanno potuto concretizzarsi, oggi è fondamentale il passaparola e “in particolar modo il contributo delle persone vicine come famiglie e amici in primis”. E’ servito parecchio anche l’aiuto del progetto Startup Revolutionary Road di Microsoft, Fondazione Filarete e Fondazione Cariplo “che ci sta aiutando anche a presentare la nostra attività in diversi eventi sul territorio e in contesti istituzionali”. Infatti per abbracciare Hug bisogna bussare negli uffici della Fondazione Filarete, a Milano in zona Ripamonti.

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