LA COLOMBIA NELLA BORSA

Schermata del 2016-01-20 10:43:37Dalla “A” alla “Z” gestisce tutto da sola, è la sua principale attività: vuole offrire borse “mochila” made in Colombia della qualità migliore al prezzo più equo nonostante non sia facile far capire il valore del lavoro artigianale a chi guarda solo il prezzo o solo il marchio. Il suo brand, nato nel 2014 con la prima collezione, si chiama Mochila Milano e lei è Silvia Ferrari, milanese d’adozione, laureata in Lingue e Letterature Orientali e con una carriera da addetta commerciale, buyer e venditrice alle spalle che le ha permesso di “viaggiare molto in Europa visitando diverse fiere di settore e interessandomi alle nuove tendenze”.
Nel 2012, poi, è “caduta nella rete” della tessitura innamorandosi delle borse “mochila”, interamente realizzate a mano, in Colombia, dalla comunità indigena Wayùu, con una lavorazione “a crochet (uncinetto), loro occupazione principale”. Oggi le propone al mercato selezionandole o immaginandole e poi chiedendo alle persone con cui lavora di realizzarle ad hoc, che siano per uomo, donna e anche per bambino, c’è infatti una collezione kids, speciale.
Una volta pronte le creazioni, Ferrari si prende l’impegno di “acquistarle a prezzi giustamente alti, oltre a sostenere direttamente la comunità. Anche se quella italiana è una cultura intrisa di artigianato, molti fanno fatica a distinguerne il valore. Schermata del 2016-01-20 10:43:24C’è chi non lo coglie, non lo capisce, altri pensano che in Colombia la manodopera costi poco, mentre per realizzare una borsa sono necessari 20 giorni, a volte anche un mese. E’ lavoro manuale, in Italia a volte si ha difficoltà a riconoscere quanto vale, invece deve essere pagato equamente”.
Le borse che Ferrari propone con il suo marchio “Mochila Milano” – studiato per esprimere la stretta relazione tra radici sudamericane e design e stile italiano – sono “a secchiello, tipiche di questa popolazione, utilizzate quotidianamente per lavorare o durante la vita quotidiana. Io scelgo disegno e colori, ne richiedo la realizzazione, oppure seleziono minuziosamente quelle disponibili, stando estremamente attenta alla qualità e alla combinazione delle tinte”.
A Milano da oltre 10 anni, Ferrari trova la città “il luogo ideale in cui potersi costantemente formare, una costante fucina di esperienze e contatti”, tanto da averla messa anche nel proprio marchio in cui unisce al lavoro delle comunità oltreoceano il suo personale, non indifferente, di “studio, ricerca, selezione e viaggi”.
Sul profilo Instagram, canale tra i più utilizzati da Ferrari oltre a Facebook, si vedono tante borse e immagini degli ambienti in cui vengono create, una ventata di colori in grado di trasmettere allegria. Ma non solo, anche la connessione e il rispetto, l’autenticità e la sua volontà di valorizzare una tradizione che spesso viene confusa con altri prodotti simili, ma di tutt’altra qualità e, soprattutto, privi di quell’attenzione all’equo compenso che Ferrari si è prefissata di mantenere come linea guida.
Da agosto del 2015 ha aperto un negozio online sul sito di designer indipendenti http://www.wardroba.com : anche lì sono in bella mostra le collezioni Mochila Milano, con borse selezionate una per una perché “possano risultare originali e alla moda”. Nel 2016 in arrivo i nuovi prodotti, una nuova linea, ma con le stesse linee guida su cui Ferrari è inamovibile, nonostante i numerosi viaggi Italia-Colombia.

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