FALLIMENTI DI SUCCESSO

Schermata del 2016-01-11 15:41:33

“Ho fallito, e vi racconto come”: l’idea non è affatto assurda, né fallimentare, e a dimostrarlo sono le centinaia di città in oltre 35 paesi sparsi in tutto il mondo che oggi ospitano le “FuckUp nights”. Nate in Messico nel 2012, sono delle serate evento dedicate al fallimento. Il profilo twitter ufficiale recita “Monthly stories of failure in +100 cities from +35 countries” e Montserrat Fernandez Blanco, uno degli organizzatori, conferma: “noi crediamo che sia molto importante cambiare la visione che abbiamo del fallimento. Crediamo che costruire una nuova cultura sul fallimento e sul successo possa avere un forte impatto nella nostra società”.


A Milano è ImpactHUB (via Sarpi 8) ad ospitarli, per ora due volte al mese, la prossima è a febbraio, e andrà avanti cosi, una volta a bimestre, con l’idea di promuovere questo trend del fallimento, sdoganare il ”non ce l’ho fatta, stavolta” e raggiungere la frequenza mensile.
Intanto le altre città interessate ad ospitare una FuckUp night possono farsi avanti, Bologna lo ha già fatto e inizierà il 2016 con il racconto di qualche fallimento, per incoraggiare start upper, imprenditori e comuni cittadini ad osare di più, ascoltando chi non ce l’ha fatta, per avere più possibilità di farcela. E soprattutto per fare calare la paura. Sì, perchè “sicuramente ci sono delle differenze culturali, ma tutto il mondo si sta dimostrando interessato alla nostra idea: quello dell’accettare i fallimenti è un problema sentito da tutti, anche negli Stati Uniti. E’ vero che lì il successo è più accettato, ma sempre in un’ottica di prima o poi arrivare al successo – racconta Blanco – La pressione per il successo secondo noi oggi è ovunque e porta la gente ad avere paura, a caricarsi di ansia e stress fino a bloccarsi completamente. Quante cose non abbiamo fatto e non osiamo tuttora fare solo per paura di fallire?”.
In ogni serata di FuckUp tre speaker raccontano la propria storia di fallimento con una formula veloce, ispirata a TED  , il pubblico può fare delle domande dopo ogni racconto, al termine è previsto un momento di networking per poi stappare qualche birra, perché “bisogna anche celebrare i nostri fallimenti”.
“A Milano la prima serata, a fine 2015, è piaciuta tantissimo, ci sono sempre sorprese, gli speaker parlando di fallimento si mettono tanto in gioco. Se accetti di parlare di fallimento è perché sei molto coraggioso, lo fanno in pochi – racconta Blanco – stavolta sono stati Riccardo Zilli, che ha raccontato dei suoi fallimenti prima di fare Tannico. Marco Rubin che ha spiegato come la prima JoinPad sia stata un fallimento e come si siano evoluti nella nuova JoinPad che è un successo. Fabio Zaffagnini invece ha raccontato i fallimenti dietro a un successo come Rockin1000”.
Ospiti e serata tutta, sono organizzati perchè il pubblico possa ricevere spunti di vario tipo, ma soprattutto perché possa sentire che fallire non è grave, non è una vergogna, anzi, può essere una leva. Per portare a casa il messaggio c’è anche un libro di FuckUp nights, scaricabile dal sito fuckupnights.com gratuitamente. Un lettura consigliata a chi, e a Milano sembrano essere molti, soffre della grave sindrome della “solitudine dell’imprenditore”. Una solitudine che in una serata tra falliti ed ex falliti, e futuri falliti, può trasformasi in voglia di fare rete, una rete in cui la somma di fallimenti equivale al prodotto di più successi.

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