MODA NUOVA

Schermata del 2016-01-07 12:38:05

“Interessante” sensibilizzare e incuriosire con tecniche e materiali ancora poco conosciuti in Italia e, ancora prima, “entusiasmante” ricercarli e sperimentarli passando da tinture naturali come zafferano, caffè, spezie, ribes, ibiscus a bottoni con riso noce e cereali. E’ questa l’atmosfera che si respira nei laboratori di sartoria da cui escono Toto Verien e Ecodea, nati dalla fantasia e dalla passione della stilista pugliese Antonella Verriello, diplomata presso l’Istituto C. Secoli di Milano. Nel secondo caso, con la complicità della sorella artista e web designer.

Nata nel 2011 da e durante una esperienza in Kenya, con una donna e un Baobab come logo, per invitare all’introspezione, Toto Verien è una linea di accessori ecosostenibili in pelle di pesce Persico del Nilo, sughero, fibra e corteccia di cocco, bottoni in riso e sughero di riciclo. Il nome riprende quello dell’artista: Toto è come la chiamano gli amici intimi, Verien ricoda il suo cognome.
Ecodea è arrivata due anni dopo, proponendo a tutte le donne “green” una linea di abbigliamento ecologico, comodo, bello e semplice. L’eccezionalità del marchio sta nell’origine rigorosamente vegetale dei tessuti e dalla fattura rigorosamente made in Italy. Sfogliando il catalogo stagione per stagione si può scegliere tra fibra di ortica, bamboo , canapa, ad esempio, osando anche una fibra innovativa di cereali misti, brevettata in Toscana.
Affianco ai vestiti da donna, per quelle donne a cui piace essere stupite e stupire, ma attente anche alla qualità “interiore” ed etica del proprio stile, Ecodea propone anche copertine per bambini, sempre organiche al tatto, e ovviamente soffici.
Verriello, attentissima al made in Italy, nella sua avventura ecosostenobile nel mondo della moda – “affatto facile inserirvisi” – è affiancata da un team di giovani come la 30enne cubana Martha Durand, assistente e modella, la web designer Maria Verri, pugliese, e da Graphite24 per la grafica di Ecodea mentre quella di Toto Verien è firmata dal milanese Max Banfi.
Ad aiutare Verriello, oltre al lavoro di squadra e al passaparola, sono stati i concorsi in cui si è proposta, come lo “ Scouting manifesto Vogue Dubai Experience” dove è stata selezionata nel 2013 come stilista ecosostenibile, ottenendo così che Ecodea fosse proiettata al Dubai mall: visibilità internazionale più che gradita. Un’altra bella vetrina è stata quella di Expo 2015 dove la stilista ha partecipato alla mostra “ L’ Artigianato nutre il Pianeta” a Pianeta Lombardia.
Per ora vende attraverso il canale web, in alcuni negozi di Milano e Berlino e on-line su etsy.com, ma sull’onda di queste spinte internazionali, Verriello mira “a partecipare a fiere all’estero nel settore della moda etica e ad aprire presto un e-commerce per aumentare la visibilità, regalando la possibilità di personalizzare il prodotto, scegliendo tessuto, modello, colori e dettagli da aggiungere”. Un orizzonte ambizioso e possibile, per una attività partita con un investimento iniziale di 15mila euro e l’amorevole e fiducioso sostegno della famiglia e degli amici, “che ci hanno aiutato, soprattutto mio padre. Ci hanno creduto con me”.

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