TACTO, IL TAVOLO CHE SUONA PER UNIRE

Schermata del 2015-11-17 12:09:50Mettere tutti attorno ad un tavolo con il cibo, non è una novità, ma farlo solo con la musica e la tecnologia sì, e si chiama TACTO. Nasce da sei giovani milanesi d’adozione del collettivo multidisciplinare Officine Tesla e ne rappresenta il Cavallo di Troia, “la punta di un iceberg di tanti altri progetti e idee che vogliamo sviluppare”. Fisicamente, e acusticamente, TACTO è un tavolo con superficie “sensorizzata” in grado di raccogliere dati su chi vi si appoggia trasformandoli in suoni diversi a seconda del sound design utilizzato. Il tutto è mixato ed emesso da una cassa posta al centro del tavolo, i “commensali” non riescono facilmente a riconoscere quale sia il proprio suono, però. Ed è questo il bello: così sono spinti a comunicare “per cercare una direzione comune, per ottenere una composizione collettiva”.
L’idea è venuta alla 27enne Federica Furlani mentre era in Erasmus all’UDK di Berlino e rifletteva su “quanta poca importanza nella vita metropolitana si dà al momento della condivisione di un pasto – racconta – invece lo tavola diventa luogo privilegiato di scambio e di comunicazione. Ecco perché TACTO, un tavolo interattivo sonoro che stimola le persone a fermarsi qualche minuto in più al tavolo e, perchè no, interagire anche con gli sconosciuti”. Tornata in Italia, Furlani ha condiviso l’idea con Mattia Davide Amico, Martina Vigani, Enrico Pietrocola, Danilo Randazzo e Enrique Spacca, tutti under30 “forestieri” ma con base a Milano e varie estrazioni e capacità. Assieme hanno realizzato questo progetto che racconta un possibile utilizzo della musica come tecnologia sociale, per avvicinare le persone e farle creare insieme: più i meccanismi sono nascosti, più la voglia di sperimentare collaborando è trascinante.Schermata del 2015-11-17 12:10:32
Basta il contatto con la pelle e con oggetti di uso quotidiano come un telefono cellulare e TACTO si attiva diventando “un’opera artistica di installazione sonora” da portare nelle mostre di settore ma anche a fare da arredo in locali e bar, eventi e fiere, o da intrattenimento. E’ un mezzo di aggregazione e, non meno importante, uno strumento didattico-educativo per il settore socio-assistenziale.
TACTO – nome che richiama il contatto umano, il tatto, ma anche il “tactus” che in musica indica l’impulso ritmico – oggi è un prototipo modulare da intendere come una piattaforma su cui declinare varie possibilità modificando l’utilizzo e il tipo dei sensori, il disegno grafico dei circuiti sulla superficie del tavolo e il sound design caricato per l’occasione.
“Al momento siamo alla ricerca di fondi per perfezionarlo e ingegnerizzarlo per una futura produzione – raccontano i 6 giovani ideatori che hanno investito i loro risparmi per renderlo qualcosa di reale e da provare – Ora procediamo con lo sviluppo e il miglioramento del prodotto mettendolo a disposizione di persone con disabilità fisiche o mentali come uno strumento di espressione e comunicazione”. Ci si scontra con la difficoltà di avere spazio e mezzi economici per realizzare l’idea ma “il riscontro è stato sempre molto positivo e ci ha dato il coraggio di rischiare”. Sono arrivati, con TACTO, anche alla Maker Faire Roma 2015 e il Conservatorio di Milano, che li ha appoggiati nello sviluppo, li sta ospitando a festival ed eventi.

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