LA CASA SMART CON UN ‘TOUCH’

Schermata del 2015-11-06 15:04:39

Si inserisce nelle scatole elettriche sostituendo gli interruttori, controlla luci, termostati, prese, tapparelle o elettrovalvole ma non a nostra insaputa, bensì tramite touchscreen, via smartphone e anche tramite comandi vocali. Non è una “talpa” o un ”virus” quindi, ma è il nuovo sistema di home automation inventato da Marzo Zanchi e dal suo socio Alessandro Benedetti, i due bergamaschi che hanno così fondato Almadom.us a marzo 2015. Si tratta di una startup che opera nel campo dell’Internet of Things, multipurpose e molto semplice da installare, in grado con meno di 500euro di automatizzare un appartamento di piccole dimensioni.

Comfort massimo, ed accessibile senza spostare interruttori o sconvolgere la casa. Il dispositivo domotico pensato da Zanchi e Benedetti, grazie all’innovativa interfaccia, ai suoi sensori e attuatori, è all-in-one e abbatte il costo delle bollette energetiche fino a 700 Euro l’anno.
“Ho sempre avuto l’idea di controllare e automatizzare la mia abitazione, fin dai tempi del telefilm ‘I ragazzi del computer’ – racconta Zanchi, 40enne CEO di Almadom.us – oggi guardando uno smartphone viene facile poi immaginare le potenzialità di un dispositivo multimediale al posto dei comuni interruttori”. Schermata del 2015-11-06 15:04:391Si chiama Almadom.us perchè unisce le prime lettere dei nomi dei due founder, Alessandro e Marco, e la parola “domus” anche se al team si sono aggiunti da subito Luigi Carabiniere, 44enne romano, e Lorenzo Lago, 27enne bergamasco, per poi essere tutti incubati dalla milanese Digital Magics.
Prima, prima di Digital Magics, le difficoltà sono state quelle di “elevare l’idea fisica di prodotto a una potenziale idea di business confrontandosi con un mercato che ha necessità e specifiche da soddisfare”. Per non parlare della ricerca di finanziamenti per poter lanciare lo sviluppo industriale, infatti il team di Almadom.us è tuttora impegnato nel fundraising e sta finalizzando il prodotto per lanciarlo sul mercato italiano e internazionale. L’ottimismo c’è, anche perché quello dell’IoT (Internet of Thing) è un settore con “una crescita a doppia cifra” quindi non si può stare con le mani in mano: “l’impegno è anche quello di sviluppare una serie di relazioni e accordi con altre startup e imprese per raggiungere nuovi canali sia in Italia che all’estero”.

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