IL ‘CERCA-TROVA’ DELLO STREET FOOD

Schermata del 2015-09-25 15:20:50

Geolocalizza e racconta i menù e le storie dei più curiosi food truck italiani proponendo ai golosi i più gustosi e proponendo ai loro gestori servizi per “lanciarsi” nel settore. Per diventare anche un franchising, o varcare la frontiera, oppure per sviluppare un servizio catering aziendale o da matrimonio. Lanciato nei primi mesi di Expo si chiama StreetEat, è una app ed è anche il primo aggregatore dei food truck italiani che, già a Londra da giugno con oltre 20 truck, mira entro la fine del 2015 ad arrivare anche in Spagna, Germania, Francia e Svizzera.
Tutto è partito, guarda caso, a tavola, chiacchierando di Expo e food con un amico chef e venendo a sapere di un gruppo di imprenditori interessati ad un progetto legato al food truck. Subito Giuseppe Castronovo, oggi amministratore delegato di StreetEat, si è reso conto che si trattava di un settore in rapida crescita ma ancora privo di molti servizi. Mancava una mappatura, ad esempio, ma anche il menù bilingue e una buona comunicazione sui social che spieghi come questi ristoranti su 4 o 3 ruote che non sono affatto solo distributori di cibo.
Castronovo e il suo socio Daniele Carettoni si sono infatti subito resi conto di come sia vario e ricco di storie di passione il mondo dei food trucker. Dal musicista all’architetto, fino al broker: i profili più diversi si sono trovati aggregati in una app che li racconta come esempi di libertà, cambiamento, coraggio e passione, e li aiuta. Streeteat affianca sulla strada del successo i “suoi” food truck suggerendo “Qual è il cibo più adatto in una determinata area?” o “Qual è il pubblico che si andrà a colpire in una precisa zona geografica?”, e suggerendo partnership con allestitori e designer di interni specializzati sui truck. Per chi ha poi voglia di sviluppare una propria rete di franchising e portare il business del proprio truck anche all’estero, StreetEat c’è, e c’è anche per chi fiuta affari e vuole buttarsi anche nel catering.
StreetEat è così disponibile ma non con tutti, perché per entrare nella sua rete è necessario passare una severa selezione operata da professionisti che vogliono individuare realtà particolari. Ad esempio che propongono la cucina tipica di una regione o delle rivisitazioni originali di piatti, oppure che sfoggiano chef professionisti e innovativi.
Nei primi 10 giorni dopo il lancio, a primavera 2015, sono stati 4mila i download dell’app iOS che, già presente a Londra, punta a tutta l’Europa e, in primis, a tutto il territorio italiano, dando comunque per scontato che “il traffico” maggiore di food truck resta a Milano, e poi anche a Roma e a Torino. Tutti obiettivi da raggiungere in squadra, in 10, tra collaboratori interni ed esterni, arricchendo una app gratuita per l’utente che può vedere dove si trova il truck più vicino. Una sua scheda dell’attività, il menù in italiano e in inglese, foto, descrizioni e contenuti pubblicati sui social. E una volta gustato e digerito il pasto, può anche lasciare la sua recensione.

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