BUONA INNOVAZIONE

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Un’app, LightDetector, che trasforma le luci in suoni per le persone con disabilità visiva, e un’altra che le aiuta ad orientarsi, iMove. E un’altra ancora per bambini, MathMelodies, che permette di fare i compiti di matematica sui tablet. Da ingegnerizzare -” ma il resto è pronto” – c’è anche una quarta app sempre per disabili visivi, che riconosce, attraverso la telecamera del dispositivo mobile, le strisce pedonali e i semafori. Non poteva che chiamarsi CrossWithMe. A crearle è stata Everyware Technologies.

La start up è nata quando “ci siamo resi conto che i prototipi realizzati durante le nostre ricerche universitarie erano molto utili nella vita quotidiana delle persone con disabilità visive. Ma la parte di ingegnerizzazione e commercializzazione non poteva essere realizzata a livello universitario”. A raccontarlo è Sergio Mascetti, CTO di questo spin-off del dipartimento di Informatica dell’Università degli studi di Milano, che ha intrapreso da qualche anno l’avventura con un team tutto attivo nel dipartimento: Claudio Bettini, Andrea Gerino e Cristian Bernareggi. Sono 4 impegnatissimi informatici alla ricerca di chi, bravo in business develpment, marketing, comunicazione, trovi fondi per lo sviluppo di ciò che loro si inventano. “Finora abbiamo stretto collaborazioni con associazioni come RetinaItalia Onlus e Associazione Nazionale Subvedenti ma solo iniziative spot e di piccola entità – spiega Mascetti – il nostro obiettivo è ora quello di trovare il finanziamento per l’ingegnerizzazione di CrossWithMe, oltre a proseguire con iMove e MathMelodies per crearne estensioni”.

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Everyware Technologies è specializzata in tecnologie assistive per persone con disabilità visive, l’idea è nata con l’arrivo dei primi iPhone in Italia. “Ero con il mio amico e collega di dottorato Cristian, non vedente dalla nascita, e stavamo discutendo di quante applicazioni di supporto alle persone non vedenti si sarebbero potute realizzare se gli iPhone fossero stati accessibili alle persone non vedenti – racconta Mascetti – Dopo pochi giorni Apple ha annunciato VoiceOver e abbiamo iniziato a fare ricerca universitaria sulle tecnologie assistive per dispositivi mobili”.
Ciò che rende unici questi start upper e che fa sì che le loro “pensate” siano mirate, efficaci e calzate per la fascia di utenti a cui si dedicano, è il know how derivato dall’attività di ricerca universitaria. “CrossWithMe, ad esempio, adotta tecniche di computer vision molto sofisticate e sviluppate in anni di ricerca universitaria – precisano – ci rivolgiamo a tutte le persone con disabilità visive in possesso di uno smartphone e rispetto ai competitors offriamo prodotti molto comodi, a disposizione all’interno dell’iPhone, senza strumenti da aggiungere ed integrare”. Le app di Everyware Technologies sono anche più economiche, a far luce sul tema basta il prezzo di Light Detector: “costa 2 euro, altri strumenti appositi circa 20 euro”. Dieci volte tanto.

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