BIG DATA PER IL LAVORO

Schermata del 2015-03-30 17:39:20

Social media manager, social media analyst, sviluppatori di app e business intelligence analyst: ecco i “ricercati” nel mercato del lavoro nell’area metropolitana milanese, soprattutto se hanno anche “un bel carattere” determinato, e parlano inglese, meglio se “fluently”. E’ questa la spiccata simpatia meneghina per le figure legate alla tecnologia e al mondo della business intelligence emersa dallo studio dei big data, in continuo aggiornamento, realizzata con WollyBI. Si tratta di una piattaforma-osservatorio realizzata da Tabulaex, spin-off dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con CRISP (Centro di Ricerca Interuniversitario per i Servizi di Pubblica utilità). I risultati sono il frutto di una recente analisi di oltre 700 mila gli annunci di lavoro trovati da febbraio 2013 ad oggi su siti delle testate giornalistiche nazionali, motori specialistici per l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e siti delle maggiori agenzie per il lavoro.
A raccontare le specifiche di Milano e della Lombardia è il responsabile del progetto, Mario Mezzanzanica, che subito sottolinea una differenza tra Regione e Paese. “Se il tecnico della vendita e della distribuzione è molto richiesto ovunque – racconta – a livello lombardo risultano meno cercati i commessi rispetto che nel resto d’Italia, a favore di professionisti come gli analisti e i progettisti di software”. I terzi più richiesti in Lombardia sono i conduttori di macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali, inoltre, mentre a livello nazionale vincono i disegnatori tecnici.

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In provincia di Milano, analisti e progettisti di software, generalmente laureati in informatica o in ingegneria informatica, si confermano molto desiderati, ma a differenza del resto del territorio limitrofo, vicino al capoluogo i tecnici programmatori e i contabili sembrerebbero servire di più alle aziende rispetto ad altre figure magari legate al mondo industriale. è
In un mercato fluido, del lavoro come in generale, non ci sono più né le mezze stagioni e né la stagionalità. Non a Milano, per lo meno: “nella nostra provincia rispetto al settore economico non c’è andamento stagionale, ma in tutti i settori emerge un calo della domanda nei mesi di agosto e dicembre” ricorda Mezzanzanica, indicando come mesi migliori per cercare un impiego settembre e ottobre. Tempo di vendemmia.
Per chi è fermo al passo ancora precedente, invece, al bivio, tra le mille strade possibili, universitarie e non, “post scuole secondarie”, la bussola-WollyBI, al momento, indica tre punti: informatica, economia e ingegneria. Parola di Big Data, ma senza scordare che è loro natura aggiornarsi di continuo, all’insegna dell’innovazione che potrebbe forse rappresentare un’altra chiave.

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