I FIORI DI EMILIO

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Non gli piacevano molto i fiori finti nelle portineria del suo luogo di lavoro, così ha deciso di farne lui, un mazzetto, intrecciando “grucce” da buttare e nastri di bomboniere di matrimoni archiviati. Così, ora, Palazzo Marino ha all’ingresso un bouquet colorato e sostenibile, e a vegliare al portone, a turno con altri colleghi vigili urbani, un 47enne in divisa con l’anima artistica e la passione per il riciclo. Lui si chiama Emilio Pennica, è originario di Reggio Calabria ma vive a Milano da 20 anni. La sua passione, però, ha trovato spazio un paio di anni fa, da allora ha creato non solo fiori ma anche un crocifisso, un albero della vita alto 1.60, colombe della Pace e il presepe che lo scorso dicembre ha portato una ventata natalizia nella portineria di Palazzo Marino.
foto 3Pennica utilizza appendini in metallo, soprattutto, li piega a mano, li “infarcisce” di nastri, di colori, di altri oggetti di ogni tipo ma tutti rigorosamente riciclati. “Adoro l’idea di poter fare cose belle con oggetti da cui nessuno pensa di poter ricavare più nulla – racconta questo vigile creativo – colleghi e amici ormai sanno della mia passione e mi riforniscono di materiale, curiosi di ciò che ne farò venir fuori”. Crea nel tempo libero, le idee gli vengono mentre si rilassa davanti alla tv oppure appena vede “il materiale”. Ne parla con passione, una passione che già da giovane aveva, quando organizzava laboratori artistici nell’oratorio del suo quartiere, a Reggio Calabria. “Non ho mai studiato arte ma è una vocazione che si sente dentro. Quel laboratorio era nato come idea per richiamare i ragazzini del mio quartiere, per non lasciarli in strada – ricorda – per mostrare loro che ci sono modi e modi per stare assieme e divertirsi. Era stata una bella esperienza”. foto 2Ora, a Milano, è tutto diverso, ma la sua passione l’ha portata con sé e l’ha applicata anche qui. Smontato il suo turno, quindi, Pennica libera la mente e inizia a creare nuove opere, c’è chi gli chiede di fare una mostra personale: “chissà” risponde lui, e intanto continua a “piegare i ferri”, come dice, rilassandosi. Più che alla mostra, Emilio Pennica pensa a quanto gli piace creare dal nulla, anzi, dai rifiuti, ogni volta qualcosa di diverso, con oggetti diversi, a spezzare la quotidianità proprio con ciò che gli altri buttano. Per i prossimi mesi ha in serbo nuovi soggetti e nuovi materiali, tra cui la “spugnetta” per lavarsi: “peccato buttarla, quando non serve più sotto la doccia può essere un ottimo supporto da decorare”, spiega, senza svelare, pur avendolo già in mente, cosa ne farà.

 

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