IL DELIVERY DELLE RICETTE

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Nostalgici del cibo italiano ed esperti di ecommerce, i tre fondatori di Quomi hanno pensato a un servizio per chi non rinuncia alla qualità ma punta alla comodità di ricevere a casa tutti gli ingredienti freschi per fare dei piatti da veri chef. Con competenze di business ed esperienza internazionale in start up e e-commerce, i tre 30enni Daniele Bruttini, Alessandro Pantina, Andrea Bruno si sono conosciuti a Berlino, in Zalando. A ottobre 2014 si è unita a loro Francesca Cortese con il ruolo di Business Development. Trattandosi di “food”, la squadra di Quomi vuole sfruttare al massimo l’onda positiva che Expo riuscirà a creare, sia per una crescita sul mercato italiano che internazionale.

All’estero ci sono già servizi simili, ma Quomi è italiano e può sfruttare la fama tricolore in cucina, in Italia, invece, l’idea è nuova e potrà piacevolmente sorprendere una vasta gamma di golosi magari un po’ pigri. O indaffarati. Sì, perché Quomi consegna ai propri clienti ricette preparate da chef di ristoranti stellati, “con tutti gli ingredienti già selezionati e dosati, pronti solo per essere cucinati “ spiegano, puntando su un team di alto livello, prodotti di altissima qualità, delle operations efficienti e scalabili e ricette preparate da grandi chef.
I titubanti possono fare un singolo ordine e se lo vedranno recapitare entro 48 ore, in tutta Italia. Una volta presi per la gola potranno poi anche abbonarsi e ricevere a casa ogni settimana 3 o 5 ricette, pronte per essere cucinate. Solo nella zona di Milano, per ora, è in arrivo un servizio di consegna entro lo stesso giorno dell’ordine, per una città che non aspetta, ma che, con le start up, è accogliente: “ci stiamo trovando bene, anche il nostro magazzino e la nostra logistica hanno base a Milano – confessano – ma vorremmo avere la possibilità di accedere ad un maggior numero di investitori. Questo è un problema non solo del panorama milanese, però, ma italiano, in generale”.

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Intanto, ricetta dopo ricetta consegnata, Quomi si sta facendo conoscere, oltre che con il passaparola, anche attraverso i classici canali dell’on line marketing e dei social. “Come prevedibile, però, non siamo ancora autosostenibili – confessano Bruttini, Pantina e Bruno – Stiamo infatti cercando investitori che permettano di crescere anche a livello internazionale” a questa startup coraggiosa e rappresentativa. Quomi porta infatti a testa alta, e con grinta, nel suo cuore italiano, il patrimonio enogastronomico nazionale e il knowhow in e-commerce di tre giovani con voglia di fare, ma anche voglia di essere e restare italiani. Nel mondo.
“Una sera berlinese, nostalgici del cibo nostrano, abbiamo riflettuto sulla fortuna di avere un patrimonio enogastronomico come il nostro, ma anche sul fatto che non tutti hanno il tempo di ricercare le migliori materie prime e ad alcuni manca l’ispirazione giusta su cosa cucinare”. Così i tre startupper rievocano il concepimento di Quomi, la soluzione, così chiamata “perché ci piace l’assonanza con Cook, Quality, Home”. E poi, sarà un caso, ma finisce anche con “MI”.

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