IL BELLO DEL MONDO IN UN CLICK

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“Portare su scala internazionale la nostra start up è una grande sfida, ancor di più se si pensa che lo stiamo facendo dall’Italia”: su questo Alessandro Petazzi non ha dubbi, ma ha anche tutta l’intenzione di riuscirci “puntando tutto su persone, competenze e professionalità. Le risorse più importante per superare ogni criticità”. Il successo che la sua “Musement” sta riscuotendo sembrerebbe dargli ragione. Nata nel 2012, come idea, a ottobre 2013, come realtà, con il primo round di investimento, “Musement” è una multi-piattaforma digitale per l’acquisto e la prenotazione di tour e attività in tutto il mondo. Ci si trovano biglietti per musei, attrazioni, visite, tour per tutti i gusti, a disposizione con conferma immediata via web e mobile. Spaziando tra mete e generi diversi. Dall’avventura in elicottero su New York, all’escursione ai mercati galleggianti sul Mekong, dalla mostra d’arte nel museo di una grande metropoli, al tour a piedi tra le vie di un borgo storico.

“Al momento offriamo circa 2.500 tour e attività in oltre 30 paesi, più di 100 diverse destinazioni nel mondo e in 7 lingue. Ma sono numeri che crescono giorno dopo giorno” spiega Petazzi svelando qualcuno dei “tantissimi” obiettivi per il 2015. La ridefinizione delle app, ad esempio, un portale b2b per le agenzie partner e un nuovo servizio di upload per contenuti e offerte dei partner, oltre naturalmente ad un continuo incremento dell’offerta, già da far girare la testa. E il mondo. Il nome, scelto dopo una lunga selezione, perché unisse “muse” (musa/ispirazione), “amuse” (divertimento) e “museum”, ben sintetizza ciò che Musement è diventato man mano, adottando una concezione poliedrica delle attività culturali possibili durante un viaggio, mentre “inizialmente era focalizzato sul mondo dei musei e dell’arte”.

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Certo una spinta internazionale e “meltin’ pot” arriva dal gruppo di giovani che affianca Petazzi e gli altri 3 fondatori della start up, tutti con meno di 40 anni e già importanti esperienze professionali alle spalle: sono Fabio Zecchini, (CTO), Claudio Bellinzona, (VP Content & Operations) e Paolo Giulini, (VP Offer Development). Il resto del team è composto da una ventina di teste con età media 28 anni, sono italiani, americani, inglesi, francesi, russi, venezuelani, rumeni, cechi e ben rappresentano “la diversità culturale” su cui Petazzi e soci puntano sempre di più per una offerta che catturi tutti i tipi di “viaggiatore”. Dal “backpacker” al cosmopolita, dall’utente in cerca di relax a quello in cerca di avventura. Curata nei dettagli attraverso un lavoro editoriale e di ricerca, ogni proposta che compare su Musement è mirata, e basata sulla sempre maggior conoscenza di come gli utenti si muovono sulla rete in cerca di mete di viaggi.
“Gli italiani, per esempio, viaggiano molto su Londra e Parigi, mentre i francesi preferiscono Amsterdam, gli americani l’Italia” spiega Petazzi che vede in Expo “una grande opportunità per il turismo locale, in particolare lombardo”. Se oggi risulta ancora difficile valutare cosa interesserà di più i visitatori di Expo, “noi punteremo sull’autenticità dell’esperienza, proponendo tour e attività enogastronomiche o legate all’artigianato locale, oltre ai biglietti di ingresso all’Esposizione. Vogliamo spingerci oltre, poi, e promuovere anche aree come quelle del Lago Maggiore con le Isole Borromee, della Franciacorta, dell’Oltrepò Pavese e del mantovano”.

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