TANTO DI CAPPELLO

refuseAdora da sempre i cappelli “ma non mi donano per nulla”, allora Antonella Fenili ha trovato il modo di indossarli comunque, e con classe ed originalità, appuntati al petto – formato spilla – facendone addirittura un business tutto handmade ed ecosostenibile. Milanese, 56enne, nella vita “faccio tutt’altro” spiega, “ ma da sempre mi piace sperimentare con tecniche e materiali, da oltre 20 anni faccio e vendo le mie creazioni”. Da 4 anni il suo progetto creativo si chiama ReFuse e la collezione di punta, quella su cui cade l’occhio nei mercatini a cui partecipa, è proprio “Chapeau…tanto di cappello!“.

Non si tratta di semplici oggetti, c’è uno studio sociologico, storico e culturale dietro, e anche tanto lavoro, dalla ricerca dei materiali al loro utilizzo. “Dopo una ricerca approfondita sull’evoluzione del cappello femminile nell’arco del ‘900, mi sono procurata i figurini di moda cercando nei mercatini di settore, li ho studiati e ho cercato i vari tessuti con cui venivano creati” racconta Fenili. E non è finita, “ho studiato i volti delle donne, il trucco, il taglio dei capelli e delle pettinature, il loro mutare nel corso degli anni e al variare delle mode”.

refuse1 Il tocco finale, però, è il nome: questa originale artista battezza ogni sua spilla con un nome proprio di donna, oltre che l’anno di riferimento del cappello. E “vista la difficoltà di ottenere informazioni dagli uffici anagrafe, per via della privacy, mi sono documentata nei cimiteri, taccuino alla mano, prendendo nota dei nomi femminili e delle date di nascita. Così ho scoperto nomi che hanno attraversato tutto il ‘900 e altri di uno specifico decennio. Altri ancora, dimenticati per decenni, sono tornati in uso a fine secolo”.
I modelli delle spille vanno dal 1910 al 1980, suddivisi per decenni: una volta progettato un pezzo unico, Fenili fa la base con il legno delle cassette di frutta lasciate ai mercati, lisciandolo e disegnando il viso, ispirata dai figurini di moda dei vari decenni. “Poi passo al cappello – continua – taglio un mini cartamodello cercando tra stoffe antiche che ho avuto la fortuna di trovare. Poi assemblo il tutto, impermeabilizzo e rifinisco i particolari”.
Si vede che Fenili ha alle spalle una formazione di studio in campo artistico e in design, ma si vede soprattutto la determinazione e la passione che non erano certo materie curriculari. Da veterana, tra Milano e hinterland, in vent’anni ha visto cambiare molte cose nell’”handmade world”: “i mercatini su strada si sono moltiplicati a scapito della qualità. Sono nati eventi più selezionati, ma i costi sono esorbitanti. Occorrono appuntamenti fissi, selezionati, a costi più contenuti, e spazi di aggregazione e scambio tra creativi”.
refuse2Oltre ai suoi adorati cappelli, Fenili realizza collezioni di gioielli molto diversi tra loro, usando vetro, plastica e carta, sempre con il secondo fine di promuovere il riuso dei materiali. Anche vecchi utensili, con il suo tocco creativo, diventano quadri-sculture nella collezione “Trash Metal”.
“Non è la mia attività principale, questa: nella vita faccio tutt’altro” spiega Fenili, ma appena può partecipa ad eventi, si promuove in Facebook, ha uno shop on line, “ma preferisco il contatto diretto con le persone, perchè io stessa amo toccare con mano gli oggetti”. I suoi, poi, sono da scoprire, uno per uno, e sentirsi raccontare la loro genesi è certamente un’esperienza che va oltre un eventuale acquisto. Su questo lei punta, perché “ci siamo impoveriti non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto da quello culturale. Domina la serialità: la cosa nuova, diversa, artigianale fatica ad essere compresa. Si è un po’perso il gusto per l’artigianato, la curiosità di scoprire il processo creativo, la voglia di indossare qualcosa di diverso e unico”. Tanto di cappello a chi ci crede, come lei, e in una Milano “senza spazi di aggregazione per creativi e nuove forme per promuoversi” non rinuncia a creare, raccontare, ricordare il secolo scorso facendosi sì che anche i più giovani, con una sua spilla, si prendano a cuore la storia e cultura del ‘900.

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