RE-INVENTARE IL LEGNO

REWOOD

Da via Alessandria, a Milano, zona Navigli, alla provincia di Alessandria, a Brignano, nella Val Curone, ma Massimiliano era ed è rimasto falegname e restauratore. Oggi, però, a 43 anni, “esercita” nel verde e, quando torna Milano sente “un senso di oppressione e disagio psico-fisico che mi induce ogni volta a pensare che ho fatto la scelta giusta”. Prima di lui, a fuggire dalla metropoli, è stato un amico di suo nipote, Sergio, 28enne, che nel 2011 dopo un lungo periodo di disoccupazione dopo varie esperienze di lavoro, ha sentito un annuncio in radio e si è presentato alla porta di un artigiano della Val Curone come appredista falegname. Oggi, Massimiliano Cazzulani  e Sergio Mattiello, sono le anime, le menti, e le 4 mani di Re-wooding, laboratorio di restauro e di creazione di arredi e complementi di arredo, ricavati uno per uno, e ciascuno diverso, da pezzi di legno “di recupero”.

redwood3Abete rosso, Albicocco, Castagno, Ciliegio, Faggio fiorito e cosi via: sul loro sito si possono “sfogliare” le loro creazioni, “prevalentemente oggetti di design, pezzi unici perché ogni sezione di tronco, anche della stessa pianta, riserva sempre qualche sorpresa e ci stimola a creare continuamente linee e forme nuove” spiegano i due ex-milanesi. Dal pezzo grezzo, di legno, al pezzo di design, da vendere, in fiere di settore, mostre di artigianato e in una bottega locale e presto anche attraverso un sito.
“Abbiamo la fortuna di guadagnare continuando a fare ciò che ci appassiona – ammettono – abbiamo investito i risparmi di una vita in Re-wooding, ma oggi è un’attività che si autosostiene, senza bisogno di finanziamenti”. A distinguerli dal panorama di design è la provenienza del materiale: “legno di recupero proveniente da potature, abbattimenti controllati, legna altrimenti destinata alla stufa. Molti pezzi ci vengono regalati da frutticoltori o amici che ormai sanno che per farci felici, basta portarci un nuovo tronco da lavorare”.

rewood2

La quasi 20ennale esperienza di laboratorio sui Navigli di Massimiliano è lontana, tutta Milano è lontana, “a volte torniamo a trovare amici e parenti, altre in occasione di qualche fiera, ma troviamo una metropoli caotica, sporca, grigia. E’ sempre uno shock che ci rende il rientro in valle ancora più dolce”. I primi tempi sono stati duri, soprattutto la fase di ricerca di un luogo adatto per creare – una stalla tanto vecchia che c’è voluta una intera estate per risistemarla – e poi la fase di recupero di “macchinari adeguati alle nostre esigenze e soprattutto alle nostre tasche. Poi la difficoltà maggiore è stata il riuscire a farsi conoscere in una zona nuova”. Oggi, però, dopo 2 anni, sono noti sia come restauratori che come artisti. “Il restauro ci permette di riportare vecchi mobili al loro antico splendore o addirittura rimodellarli sotto nuove forme e colori” mentre con il tornio danno sfogo alla loro creatività scoprendo nuove passioni. L’ultima, le trottole, di ogni forma e dimensione.

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