BRAND E RAP

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In Italia 50 negozi li vendono, uno anche a Budapest, in tutto il Giappone li smercia un sito creato apposta da un giovane fan, li mettono i rapper italiani più famosi e una marea di ragazzini tra i 14 e i 25 anni tra cui i 250 ambassador che, “porta a porta” promuovono nello Stivale lo stile. Il brand. E’ così che si propaga a gran velocità quello dei prodotti “Made in Buccinasco” di Dolly Noire, marchio d’abbigliamento creato nel 2004 da 4 quindicenni, oggi laureati – chi in economia, chi in design, chi in ingegneria gestionale – e che hanno scelto di investire il proprio futuro nel loro sogno.

Sogno reale, realizzabile e realizzato giorno per giorno, tra errori, tentativi, successi e tanto impegno. Per ottimizzare le energie investite, oltre al denaro – anche se Dolly Noire si autosostiene da sempre – ora serve un investitore del settore “che ne conosca logiche e strategie, così da darci delle dritte”. A spiegarlo è il brand manager Daniele Crepaldi, l’unico ingegnere, ma gestionale, del team, 25enne come gli altri tre, di Buccinasco come gli altri tre: l’art director Gioele Castelvetere, laureato in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano, il commercial manager Federico Ferrero, laureato in Economia e Commercio a Pavia, e il chief economist Alessandro Malandra laureato in Economia e Scienze Sociali in Bocconi.
Oggi il brand Dolly Noire spicca su cappellini e felpe, e presto alla già ricca collezione si aggiungerà un giubbotto, ma a 10 anni fa, da ragazzini, l’idea era stata quella di disegnare “una t-shirt per i nostri amici con una semplice panchina, il nostro luogo di ritrovo”. Un gioco come un altro, e la passione per il mondo del rap una passione come un’altra, di quelle che spesso scompaiono con la maturità. Negli anni, invece, questi amici non si sono persi di vista, non hanno perso la passione e non hanno smesso di divertirsi, hanno trasformato il gioco in affare, nell’affare su cui stanno puntando tutto.

Schermata da 2015-01-13 14:29:03

Il logo inizialmente erano 4 pecore, ciascuna somigliante a uno di loro, ora ne è rimasta una ma non soffre certo di solitudine, anzi crescendo ama circondarsi di persone creative, intraprendenti e in linea con il brand di Dolly Noire: “un mondo perfetto, omogeneo, ripetitivo (simbolizzato dalla prima pecora clonata) ma che serba gelosamente un’anima noir, fiera della sua voce fuori dal coro”. I talenti incontrati dalla pecora di Buccinasco, nel suo pascolare reale e virtuale, sono già più di 30 tra rapper, modelli, designer, fotografi, registi, dj e producers, biker e skater, e quanto altro, tutti “schedati “ sul sito di Dolly Noire.
Tutt’altro che ovina, l’accelerazione del marchio è iniziata una volta aperta la partita Iva nel 2008, poi nel marzo 2010 lo sprint che lo ha portato sugli scaffali di Amedeo D., in corso Vercelli, e ad una sempre più importante presenza in rete e sul territorio, grazie a un esercito di “pischelli”, 100 solo nel milanese e altri 150 sparsi in tutta Italia.
Se lo snapback (berretto a visiera piatta), ha subito spopolato tra i giovanissimi, Dolly Noire ha fatto altrettanto nel 2013 al concorso per start up di Banca Intesa Officine Formative “esperienza interessante” secondo Malandra, “soprattutto perché ha fatto in modo che ci trovassimo ogni weeek end per ragionare sul nostro progetto”. Con l’ingresso di un investitore – “il padre di un ragazzo a cui Daniele dà ripetizioni, convinto dalla strategia di marketing porta a porta” – è diventato Srl.

Schermata da 2015-01-13 14:29:18

Oggi alla 50ina di negozi in tutta Italia in cui Dolly Noire è presente, se ne è aggiunto uno a Bupadest, il primo scaffale oltre confine. Scaffale fisico, perchè on line Dolly Noire è già arrivata in tutto il mondo, in Giappone anche con un sito dedicato. Fino a fine gennaio i prodotti e i creatori sono in corso di Porta Ticinese 60, con un Temporary Store sistemato da loro stessi con olio di gomito ed inventiva perchè sembrasse “un caldo e accogliente rifugio di montagna”, dopo aver convinto la proprietaria a lasciarglielo un paio di mesi in attesa di un acquirente.
A due passi dalle Colonne, i 4 startupper stanno lavorando agli obiettivi 2015. Sono tanti: oltre alla ricerca di un investitore nel settore moda, c’è l’occasione di Expo da non perdere. L’idea è di essere presenti con un punto vendita in città, per mostrare il brand, su cui tutto stanno puntando. “Più che a idee originali a tutti i costi, noi abbiamo scelto un prodotto come la moda, in cui l’Italia è maestra”. Si stanno impegnando notte e giorno perchè decolli come un airone, pur trattandosi di una pecora.

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