IL MARKETING DELL’OMBRELLO

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Un ombrello “XXL” non per la pioggia, non per il sole, ma per mostrare le eccellenze dell’artigianato e della cucina “Made in Italy” in modo itinerante e “scenografico” catturando l’attenzione dei visitatori di Expo. Si chiama Pratolino e l’ideatrice non poteva che arrivare dal mondo del teatro e conoscere bene la città: è Claudia Casolaro, molto attiva anche nella realizzazione di spettacoli teatrali nel carcere di Bollate, e di persona ha recentemente presentato la sua eccentrica idea ai tavoli Expo come “installazione vivente, curiosità a cielo aperto”.

Sulla strada, in Galleria, sotto ai portici, di fronte a un negozio o a un’attività che ne chieda la presenza: ogni giorno in un posto diverso, ogni giorno, a giro, con prodotti diversi fieramente esibiti sulle 8 falde decorate con tutte le bandiere dei Paesi partecipanti ma che ancora anelano al logo Expo per diventare “ufficiali”.
“L’idea è di presentare in modo originale alcune eccellenze italiane frutto di una ricerca in corso da anni e della collaborazione con commercianti che desiderino farsi conoscere dai visitatori – spiega Casolaro – Durante tutti i sei mesi ogni mattina, da mattina a sera, si aprirà sotto l’ombrello una vetrina nuova, la merce esposta sarà tutto made in Italy, con una proposta monotematica variabile secondo lo spirito meteoropatico femminile”.
Un giorno abiti vintage da collezione, l’altro solo borsette, e poi cappelli, bigiotteria, fotografie, libri, cartoline d’autore, oggetti d’epoca e, dato il tema di Expo, perchè non anche ricette di cucina italiana? Naturalmente tradotte in più lingue ed esposte assieme a piccole mappe di percorsi in città, suggerimenti e materiali informativi su luoghi curiosi e meno immediati da scovare se non si è di Milano.
Pratolino sarà una provocazione continua ed itinerante, pronta a stimolare i visitatori, ma anche gli stessi cittadini, a non fare i soliti percorsi e non guardare solo le solite vetrine. Comparendo a sorpresa in giro per le vie della città, il grande ombrello sarà poi dotato di GPS e potrà quindi essere trovato anche tramite la rete, ma è l’improvvisazione di luogo e soggetto ciò che potrà giocare a suo favore. Chi porta l’ombrello dovrà essere socievole ma non inopportuno, capace di “comunicare a quattrocchi, per creare un’interazione con i passanti non solo verbale o scritta, ma quasi teatrale. Farà riscoprire un modo di stare con gli altri offrendo un piccolo pezzo di sé, anche solo per strappare un sorriso”. Il souvenir più richiesto.
Al momento “questo ombrello di dimensioni decisamente fuori-scala, cerca un artigiano che lo voglia realizzare e avviare una produzione in vendita” annuncia Casolaro, sottolineando come tale struttura possa essere benissimo riutilizzata per altri eventi come fiere, saloni e manifestazioni, “tempo permettendo”. Per ora, Pratolino guarda a maggio 2015, e scalpita per rappresentare l’identità italiana ispirandosi all’animo errante nostro, con eleganza e spirito ma senza arroganza”. Italian Style”.

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