RIVOLUZIONE CROWDFUNDING

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DeRev sta per “De Revolutione“, ma non ne bastava una e, fatta la prima nel 2012, nascendo, ora ha fatto la seconda, doppia e internazionale. Nata infatti come piattaforma di crowdfunding per finanziare progetti di arte e cultura, design e tecnologia, o anche sportivi o civici, eventi, cause no-profit e quant’altro, nel 2014, anche grazie a Digital Magics, ha deciso di varcare i confini italiani, allargandosi al settore di Social Media Consulting. Il fondatore, Roberto Esposito, è uno forte sostenitore del motto “Creare rivoluzioni è possibile” e offre l’opportunità a tutti di farne, o meglio la offre a chi ha una buona idea. Attraverso DeRev, è infatti possibile finanziarla dal basso ottenendo visibilità, feedback e partecipazione attiva da parte del proprio pubblico, “pescando” da una community di 18mila donatori e oltre 5 milioni di iscritti sui social.

Singoli in carne e ossa, associazioni, aziende, enti pubblici, fondazioni o partiti politici: tutti con il supporto gratuito del team di DeRev possono lanciare e gestire la propria campagna in modo indipendente, nell’ultimo anno e mezzo delle 16mila proposte, 400 hanno superato il processo di selezione e sono andate online. Tra i successi, numerosi, c’è un record assoluto in Italia: quello del “quasi milione e mezzo di euro” raccolto per la ricostruzione di Città della Scienza di Napoli distrutta da un incendio doloso.
Senza trascurare la patria, ora sono in corso test pre-lancio “verso i Paesi più ricettivi. Puntiamo a rendere la piattaforma perfetta tecnicamente, abbiamo già tradotto tutti i testi del sito”. Non svelano altro, se non che “stiamo chiudendo accordi pionieristici con un gruppo bancario e un operatore telefonico internazionale”.

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L’espansione di DeRev non è solo geografica ma anche di competenze, infatti DeRev Social Media Consulting nasce apposta per dare una mano a brand, aziende, politici ed enti pubblici a dialogare con la propria community, raggiungere nuovi utenti online ed essere protagonisti delle conversazioni sul web. Anche qui il lavoro non manca al team che tra dipendenti, consulenti e collaboratori, parte a Napoli, il resto nella nuova sede di Milano, conta 15 persone. Ci sono brand da far immergere nei social media migliorandone reputazione e credibilità, ad esempio, e poi campagne virali da progettare, leader politici nazionali ed enti pubblici da affiancare sul web, manifestazioni pubbliche da rendere social e virali.
Aprire al civic crowdfunding ha richiesto un’evoluzione tecnica ma è un importante tentativo di cogliere l’emersione del fenomeno ormai “palpabile”: “stiamo attualmente dialogando con alcuni Comuni lombardi per capire cosa va bene e cosa ancora manca alla nostra operazione. È un percorso da fare insieme. Degno del crowdfunding, no?”.
L’obiettivo resta quello di “rendere la vita sempre più semplice all’utente, in Italia spesso ancora poco avvezzo alle procedure di pagamento online, ampliando le modalità di pagamento. Ad esempio includendo bonifici bancari ed SMS – spiega Esposito – minore è il numero di ostacoli, maggiore è la possibilità che il crowdfunding diventi fattore di scala nel sistema di sviluppo globale”. La rivoluzione è “la sua fissa”, e basta dare un occhio al suo curriculum per capirlo: nei suoi 29 anni si vita, partendo come blogger inizia a inventare, mettere in atto e far funzionare strategie di marketing non convenzionale raccogliendo esperienze che nel 2012 gli consentono di pubblicare il primo libro scritto in crowdsourcing grazie a 700mila persone. Ospite di importanti appuntamenti tra cui TEDx, Maker Faire Rome e Innovation Day, Esposito è l’esempio ogni mese di più di come “anche senza soldi il potere di mobilitazione del web per generare cambiamento è immenso”. Non mancano le difficoltà, ancora oggi, soprattutto nel convincere la gente che “tutto è possibile, ma che per realizzare un progetto attraverso il crowdfunding è necessario dedicarcisi in maniera completa, totale. È un mezzo potente, ma richiede parecchi sforzi, molti invece lo prendono con superficialità.

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