CIBO DA RACCONTARE

Schermata da 2014-12-17 12:04:58

Aiutano il Made in Italy agroalimentare, non “raccontano storie” ma raccontano le loro storie, quelle delle molte realtà e molte eccellenze agroalimentari che rimanevano inespresse o poco valorizzate e lo fanno con una start up vincente. Si chiama Discovery Food a luglio è stata selezionata tra le 40 migliori al Working Capital di Telecom Italia conquistando così l’adesione ad un programma di accelerazione avvalendosi di supporto tecnico e strumenti per l’avvio dell’impresa, oltre ad un premio in denaro. Appena saputo della vittoria Giovanni Mangiatordi, Vito Tafuni e Michele Spinelli, hanno brindato e si sono fiondati a Milano, dopo aver fondato la società e fatto le valige per rimboccarsi le maniche e decollare.

Ecco così prender forma tra le mani e nelle menti di tre altamurani, tutti trentenni, amici fin dal liceo, questa piattaforma che va in aiuto dei produttori agroalimentari, dei “piccoli del food made in Italy”, raccontando il loro prodotti e il loro “fare”. Non si tratta, però, di una semplice vetrina o di uno storytelling d’impresa, la chiave di Discovery Food sta nel risolvere le difficoltà che spesso questi “piccoli” hanno con il digitale. Difficoltà oggettive che l’amministratore delegato Giovanni Mangiatordi, assieme ai suoi compagni, ha riscontrato andando ad analizzare le realtà del territorio e vagliando poi sul web le opportunità offerte dal mercato nel settore del food. Opportunità che oggi non ci si può permettere di perdere, soprattutto se c’è chi come Mangiatordi dà una mano offrendo accesso a strumenti per operare più efficacemente sia sul mercato locale che globale attraverso anche pacchetti premium.

Schermata da 2014-12-17 12:05:12
Rispetto a molti altri sevizi Discovery Food “non solo ha un taglio verticale sul food ma offre strumenti a 360° dedicati ai produttori agroalimentari perché possano gestire il proprio business online – precisa Mangiatordi – ci si può far trovare più facilmente, si possono promuovere i prodotti e raccontarsi man mano. E poi c’è il marketplace da cui vendere direttamente ai consumatori, farsi trovare offline e comunicare con loro”. Si tratta di un prodotto studiato con cura e che va migliorando di giorno in giorno, così come ha fatto finora: “l’idea originaria di Discovery Food non è quella di oggi” spiegano infatti i tre ideatori. E’ stato incontrando produttori e raccogliendo dati e preferenze del consumatore “che abbiamo affinato e strutturato il nostro modello di business, studiando i nostri competitor per comprenderne i punti deboli. Bisogna avere senso critico e occorre essere consapevoli che tutto può cambiare ed avere il coraggio e la forza di mettere in discussione tutto”. Così facendo, stanno lavorando alacremente “per riuscire ad essere online entro l’inizio di Expo, raccogliendo sempre più produttori desiderosi di raccontare le loro storie e di descrivere il proprio lavoro e i propri prodotti”. Finora hanno raccolto le adesioni delle prime aziende che saranno presenti sul portale. “Attualmente stiamo sviluppando la beta privata che sarà testabile a inizio 2014, e chi volesse, attraverso il nostro sito , può iscriversi per poter essere tra i primi a provare il portale sia lato consumatore, sia lato produttore”.

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