IL COLLEZIONISTA DI PIXEL

Schermata da 2014-10-31 11:20:41

Si chiama Pinakes come le tavolette usate nell’antica Grecia per le raffigurazioni votive – gli antenati dei tablet – e vuole far incontrare fotografia e software. Ad inventarla è stata una foto-pasionaria avvocato 42enne milanese, Federica Antico, che ha da poco trovato due socie 46enni con cui realizzarla. L’imprenditrice Cristina Marcante e la biologa ed esperta di  marketing Teresa Pallotta. La piattaforma web che ne è uscita fa interagire gallerie, collezionisti, fotografi e visitatori, tratta solo opere fotografiche digitali, anzi, è proprio “la rivincita del digitale sull’istante decisivo” spiega Antico definendo il suo progetto “rilevante lato software, per le tante funzioni della piattaforma, lato fotografico, perché sfida lo scetticismo di chi fatica ad accettare le fotografie digitale”.
Le opere che “entrano” in Pinakes non possono essere stampate ma scaricate sì, e soltanto da un numero limitato di collezionisti che ricevono un certificato di autenticità dando in cambio visibilità ai fotografi ed alle loro opere. “Per i galleristi è un mondo dove lavorare con opere che possono essere visualizzate solo su tablet e per i visitatori è un nuovo canale di contenuti di elevata qualità – aggiunge Antico – Inoltre è assicurata la possibilità di remunerazione e la tutela del diritto di autore per i fotografi”.
Pinakes è nata quando per Mia Fair “c’era una selezione solo di fotografie tradizionali, io stavo tentando di sperimentare modalità alternative. Così ho scritto una mail per lamentarmi”. Fortuna che l’ha letta Fabio Castelli, l’ideatore della Mia e un noto collezionista di immagini, che si è detto aperto proposte in merito”. Coinvolgendo amici ed appassionati, Antico non solo ha creato un progetto per la fiera, ma è andata oltre dando vita a Pinakes, originariamente chiamata “Il collezionista di pixel: perché mi piaceva l’idea di un personaggio concreto”.

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Oggi per farsi una idea di cosa si sta creando in rete c’è la versione demo a cui accedere , intanto le tre socie lavorano alacremente per arricchire la piattaforma. La maggiore difficoltà è “convincere dell’utilità di realizzare una nuova idea e soprattutto della possibilità di investirci”. Milano sta facendo molto per le start-up innovative, secondo Antico, ma “è ancora tutto troppo improvvisato, non c’è una reale confidenza dei finanziatori e si applicano i principi della finanza classica a progetti che devono essere trattati come start-up”. C’è da aggiungere che “la finanza non vede di buon occhio le donne in affari: ne apprezza le idee, ma investire è un’altra cosa”.

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