L’IMBIANCHINO DIGITALE

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Non era molto convinto, il padre di Diego Mulfari, quando questo figlio ora 30enne lo ha trasformato da imbianchino a imbianchino 2.0, ma si è dovuto ricredere quando la lista dei clienti si riempita di nuovi nomi, soprattutto di clienti web friendly dai 30 ai 50 anni nel raggio di 50 km da casa. La trasformazione è avvenuta nel 2012, quando Diego, che da piccolo voleva programmare videogiochi e aggiustare televisioni, si è reso conto “che tutti i giorni su Internet si cercava un imbianchino: bisognava solo farsi trovare”.

Laureato in Comunicazione ed Editoria Multimediale all’Università Statale di Bergamo, ma residente a Besana in Brianza, il giovane Mulfari ha così aperto “quasi per gioco” un blog per la ditta del padre. “La scelta e’ stata sia volontaria che di contesto: mi trovavo in aziende chiuse al nuovo in cui non riuscivo a valorizzare le mie competenze e creatività e mio padre stava vivendo una crisi lavorativa senza precedenti – racconta – E’ stato il giusto mix che mi ha motivato ad impegnarmi in questo progetto”. Da quel giorno “mio padre al mattino si sveglia e va a lavorare, tutti i giorni. I clienti per fortuna non ci mancano: sul Web sono più esigenti e preparati, ma sanno valorizzare i professionisti di valore e ci danno parecchie soddisfazioni. Mio padre si è dovuto ricredere, prima non conosceva le potenzialità dello strumento, poi, piano piano, si e’ accorto che Internet era sempre più vitale per la nostra attività, e ha iniziato ad appoggiarmi. Ora e’ il mio principale alleato”.
Avendolo sperimentato di persona, e in famiglia, e non solo studiato, ora Mulfari “junior” sostiene in modo sempre più convinto che il web può permettere di sopravvivere alla crisi economica e di credere ancora in un futuro lavorativo in questo Paese. Mentre la bacheca Facebook di “Mulfarimbianchino” si arricchisce di ottimi feedback e di qualche “selfie” postato dai clienti a fine lavori, Diego ha “curato” una decina di casi simili a quelli del padre, disegnando solo dei siti web. “Il fatto è, però, che il successo dei processi online sta nel marketing mix e nella cura continua dei processi – spiega – ci si dovrebbe lavorare per almeno due anni in maniera costante e difficilmente i piccoli se lo possono permettere. Bisognerebbe creare dei percorsi di formazione e di incontro, magari a gruppi. Sostenere di più la piccolo e media impresa italiana dunque, e invogliarla ad innovare”. Intanto che “il mondo artigiano” si affaccia, chi scettico chi ottimista, all’universo del 2.0, Diego Mulfari continua a coltivare “il suo giardino di famiglia” puntando ad arricchire l’offerta con un team che possa supplire a tutti i servizi di manutenzione della casa: falegnami, idraulici, imbianchini, ma anche architetti e designers di interni.

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