VACANZE ACCESSIBILI

Schermata da 2014-10-07 10:01:36

Due boccette, una di shampoo e una di bagnoschiuma, con la scritta in braille, nel bagno di un hotel di Valencia, trovate durante una vacanza. E’ cosi che ad Arianna Orlando è venuta l’idea, ne ha parlato con il suo attuale socio Matteo Scaldaferri e ne è nato Braillebooking, “ora ben diverso dallo spunto iniziale” ma che ha riscosso successo tanto da vincere il premio nazionale dei Lyons, Lifebility, realizzato con la collaborazione della Camera di Commercio e di Prospera.
Si tratta, si tratterà, di un sito internet multilingua accessibile ai non vedenti che permetta loro di ricercare e prenotare hotel e strutture ricettive in totale autonomia. “Tramite vari filtri di ricerca il viaggiatore non vedente esprimerà i suoi bisogni e il sistema gli mostrerà le offerte più adatte – spiega Arianna Orlando – ad esempio si inserisce ‘non vedente/non accompagnato/voglio fare mare ma mi piace anche la cultura’ e il sistema mostrerà tutte le offerte di mare adatte ai non vedenti non accompagnati che prevedono anche possibilità di escursioni culturali”.

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Il progetto inizialmente si concentrerà sulla città di Milano e su tutta l’area interessata da Expo2015 proponendo percorsi multilingue cittadini ad hoc per visitatori non vedenti, in seguito potrà estendersi a livello nazionale
Braillebooking sarà accessibile a non vedenti grazie al fatto che verrà costruito secondo le linee guida dell’accessibilità dei siti internet (WCAG 2.0) che permettono ai non vedenti di navigare nei siti tramite screen reader. Oltre che utenti scatenati, i non vedenti potranno anche esserne amministratori per come è stato strutturato il sito stesso così da poter contribuire anche ai contenuti, proprio perché “in Italia non vi è affatto conoscenza dei reali bisogni dei non vedenti”.
Tutto nelle mani della coppia di soci Orlando – Scaldaferri, il progetto da ottobre sarà seguito anche da una squadra di supporto dell’incubatore di start up Make a Cube che metterà ancora di più l’accento sui suoi punti di forza: l’accessibilità, i criteri di catalogazione dei viaggi, la vastità dell’offerta “che permetta di riunire le mille iniziative di viaggi sensoriali e accessibili che oggi sono disponibile ma hanno una comunicazione e un marketing scoordinato e poco integrato”.
Braillebooking deve ancora prendere forma ma già l’ideazione è stata in salita, sia per gli studi di mercato vecchi o non adatti allo scopo sia per la mancanza di capitale: spiega Orlando che “vorremmo far partire una campagna di crowdfunding ma paradossalmente bisogna spendere quasi più in marketing e comunicazione per far conoscere la campagna di quanto poi si riesce a raccogliere”. Nati e formati a Milano, i due startupper hanno partecipato a vari bandi notando che “si offre supporto nelle progettazione dell’idea ma nessun tipo di sostegno economico concreto. Purtroppo gli sviluppatori web, i web designer e le campagne di marketing non si pagano con patrocini, tavole rotonde, attestati di merito ma in euro”.

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