RICARICARSI CON SPIN8

spin8 1Ricaricare in 20 o 30 minuti una vettura, attraverso una app gratuita per il cliente, non è una pretesa assurda e neppure la scena da film di fantascienza, ma ciò che è possibile fare grazie Spin8, la start up creata per semplificare la vita, per lo meno per quanto riguarda l’accesso e l’utilizzo di colonnine di ricarica di auto elettriche, in particolare di quelle “fast”.
Nata nel 2014 – “ma abbiamo operato in stealth-mode per oltre un anno” – questa rivoluzionaria e ben accolta realtà sul piano della mobilità sostenibile, è uno spin-off universitario e non si vergogna affatto delle proprie origini d’ateneo. Anzi, arriva ad esibirle nel nome “Spin8” ricordando anche che “eravamo 8 soci – spiega l’ad della start up Karin Fisher – e lo spinotto è il nome più familiare a cui pensiamo quando dobbiamo ricaricare qualsiasi cosa”. Continua a leggere

A LONDRA SI DICE RICH CLICKS

richclocksIn italiano si chiamerebbe “click ricchi”, ma è nata a Londra, fondata da due italiani, quindi si chiama Rich Clicks. In entrambi gli idiomi il nome anche ben presenta il risultato del servizio che questa start up offre: supporto e strategie di marketing per portare al successo un business online.

Fondata dal 33enne Simone Luciani e dal 35enne Simone Passacantilli, Rich Clicks è un’agenzia di consulenti di marketing 2.0, come clienti ha molte start up, ma anche molti marchi già noti, come Conforama. Si rivolge alle aziende “che vogliono accrescere autorevolezza in rete e necessitano di fare pubblicità di successo nei canali digital” e anche alle realtà “che vogliono applicare strategie marketing innovative e vincenti per affermare ulteriormente il brand, aumentare la propria notorietà e, nel caso degli e-commerce, vendite”. Luciani ha studiato a Londra Internet Marketing e ha un master all’IDM in Digital Marketing, Passacantilli, allo IED ha studiato Marketing e Comunicazione, specializzazione pubblicitaria, entrambi sono appassionati da sempre del settore, lavorano nel digital marketing da più di 10 anni e hanno vissuto tutte le epoche della grande rete, “facevamo SEO quando Google ancora non esisteva” racconta Luciani.

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MYUBOOK, TESTI USATI 2.0

myubook.JPGLuca Piano si era iscritto in tremendo ritardo al corso di General Management in Cattolica ed aveva altrettanto tremendamente bisogno di libri di testo per mettersi a studiare. Fortunatamente, direbbe ora, visto che è proprio così che gli è sorta l’idea di MyUBook, una delle 10 finaliste di Dr. Start-upper 2016, il percorso promosso da Università Cattolica e Camera di commercio di Milano per lanciare nuove imprese di studenti. Tornando a Piano, infatti, quel suo ritardo lo ha fatto optare per l’acquisto della versione e-book e alla fine dei corsi “mi sono chiesto come rivenderli in modo legale per poterne acquistare degli altri, come avviene per i libri in formato cartaceo”. Ci fosse stato myUBook.. e invece no, ma questo intraprendente 23enne ha pensato di crearlo.

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UN PONTE DI LINGUE: WORLDBRIDGE

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Non amici stretti, si stimavano tacitamente e a distanza, poi hanno scoperto dopo una decina d’anni di avere skills molto complementari e iniziando a collaborare è stata subito “una folgorazione” che ha dato vita a Worldbridge, la “startup-ponte linguistico” che facilita la comunicazione e il dialogo fra le persone, le aziende e le culture. I protagonisti, e i fondatori, sono Duccio Armenise e Maral Shams, oggi 32enni ma all’inizio dell’avventura, ancora under 30, lei è “una linguista istintiva e sanguigna”, lui “nerd pacato e razionale”: due persone davvero agli antipodi. Dall’unione degli opposti è nata una realtà che oggi sta in piedi da sola, a tre anni dalla sua nascita: “siamo cresciuti senza finanziamenti, senza indebitarci, e senza incubatori né acceleratori. Siamo sempre stati attenti a non fare il passo più lungo della gamba e a reinvestire tutte le nostre entrate in talento e poche altre cose essenziali” spiega infatti Armenise. Continua a leggere

LIBRI CHE RESUSCITANO CON BOOK CEMETERY

bookcemetery 2.jpgCome “cemetery”? Lo chiedono tutti , tra turbamento e fascino, ma loro, Christian Sartirana e Francesca Zanotto, 32 e 27 anni, volevano dare l’idea di voler ripescare idee e oggetti. Dato che il nome intero è “Book Cemetery”, nel loro caso si tratta per lo più di libri, da salvare dalle macerie e dal macero, per poi riproporli in una nuova veste creativa e a impatto zero. E, sì, lo ammettono, con un tocco di gusto dark.
Quella che era una vecchia libreria, a Casale Monferrato, piena di testi usati e antichi, affiancata da un laboratorio di legatoria, oggi ha mantenuto lo stesso nome -”Book Cemetery” – ma sforna prodotti di legatoria.

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PIEDMONT LADY BRINDA A MILANO

ladypiedmontE’ piemontese al 100%, ora vive a Milano e si è sentita definire “una sociologa/antropologa del vino, che ancora non lo sa, ma fa parte della scuola de Les Annales di Fernand Braudel…”, si chiama Valeria Bugni e organizza feste private ed eventi pubblici a tema. “A volte ci abbino delle opere d’arte contemporanea, a volte una sfilata di moda di giovani designer, altre volte la serata è più improntata al gioco sul tema vino, in maniera da far conoscere, apprezzare e divertire sotto tutti i punti di vista, quello umano in primis”. La sua startup si chiama Piedmont Lady e mira alla fascia di cittadini che va dai 25/30 anni in su, “di estrazione sociale variegata e con professionalità diverse, dotati di curiosità, gusto e amore per il bello” spiega Bugni. Ha le idee chiare e la principale, che oggi la guida nella sua impresa “è quella di transitare il culto del vino attraverso un veicolo un po’ diverso”. Che sia musica, arte contemporanea, danza, moda, design… l’importante, per Bugni, è che accenda nella maggior parte di persone possibile la voglia di stare assieme. Mentre focalizza la propria attività su cosa più le piace e cosa più piace durante le serate, sta meditando anche di dar vita ad una linea moda, “ma per quello ci vuole tempo, tanto tempo ancora”.

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STRINGIMI, IL MOBILE A MODULI

stringimi coverUna libreria “che mi potesse accompagnare mutando sempre, che si adattasse alle mie nuove esigenze, semplice e funzionale, facile da trasportare, che potesse cambiare forma e soprattutto fatta per i miei amati poveri libri che hanno dovuto subire tanti traslochi”. Fabrizio Degaetano, classe ’80, ne aveva tremendamente bisogno conducendo una vita di continui cambi di prospettive, di abitudini e soprattutto di casa: mediamente una volta l’anno. E’ così che ha creato Stringimi, una libreria modulare che al posto di chiodi o viti, ha dei nasti che vanno “stretti” come elementi che la tengono insieme. L’ha desiderato,un mobile così, e si è rimboccato le maniche prima progettando e poi realizzando la libreria e, con essa, uno dei suoi tanti sogni. Continua a leggere